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Un azzurro specchio d’acqua, l’infinita distesa del mare con le sue acque profonde, sono da sempre sinonimo di calma interiore e trasmettono tranquillità e pace. Persino quando è in tempesta il mare riesce a farci stare meglio e la nostra mente scarica le sue tensioni sulla riva assieme alle onde. Ma secondo quanto scritto nel libro del ricercatore Wallace J. Nichols, dove ha raccolto tutte le sue ricerche, la vicinanza con l’acqua potrebbe anche farci essere più felici, non solo più sereni.

 

Blue Mind: essere più felici guardando l’acqua

Il libro, dal lungo titolo “Blue Mind: The Surprising Science That Shows How Being Near, In, On, Or Under Water Can Make You Happier, Healthier, More Connected, And Better At What You Do” (“La mente Blu: la scienza sorprendente che mostra come stare vicino, sopra, dentro o sotto l’acqua possa renderti più felice, più sano, più connesso e migliore nelle tue azioni”), racconta quindi come, attraverso le sue ricerche, Nichols abbia concluso che la vicinanza con l’acqua sia necessaria per la salute della nostra mente.

In una ricerca durata un decennio l’autore ha infatti dimostrato che la prossimità con l’acqua sia in grado di indurre il cervello umano al rilascio di sostanze come serotonina, dopamina ed ossitocina, tutte correlate con il benessere mentale e la felicità. Ma come avviene tutto ciò? Perché l’acqua ci fa essere più felici? Le ragioni possono essere molteplici e di diversa natura, ma ne riporteremo solo alcune brevemente riassunte, se poi siete interessati ad approfondire l’argomento potete ricorrere alla lettura del volume di Nichols.

 

Il contatto con le origine biologiche ed evolutive

In questo moderno mondo, così stressato e stressante, secondo Nichols ricaricare la mente è di fondamentale importanza e l’acqua sarebbe in grado di portare giovamento alle menti stanche. A sostegno di questa tesi, l’autore cita uno studio pubblicato su Environmental Psychology nel 1995 in il rendimento e la concentrazione di alcuni studenti vennero analizzate in modo comparativo tra due diversi gruppi. Ad uno dei due gruppi di studenti furono assegnate delle stanze con vista su un paesaggio urbano, mentre all’altro con vedute su paesaggi naturali. Questa comparazione aveva dimostrato che la vista di paesaggi con boschi e laghi, produceva come effetto l’ottenimento di risultati migliori nello studio e una maggiore attenzione.

Ma non è solo la tranquillità che ci trasmette a fare dell’acqua un valido aiuto per il nostro stato d’animo, l’acqua infatti è l’elemento che ci ospita sin dall’inizio della nostra esistenza. I nostri primi 9 mesi li abbiamo trascorsi immersi nel liquido amniotico all’interno del grembo materno, sicuri, protetti ed amati. Inoltre il corpo dei bambini presenta una percentuale di acqua più alta rispetto agli adulti (75% contro 60%). A questo si aggiunge il fatto che il cervello rimane comunque per i suoi ¾ composto di acqua e che lo è anche i 31% delle ossa.

Il cervello, permeato dal liquido cerebrospinale, reagisce quindi positivamente all’acqua perché ad essa siamo da sempre connessi. Non solo dall’inizio della nostra vita, ma dall’inizio della storia evolutiva dell’uomo. Secondo quanto riporta Nichols infatti “i nostri antenati vennero fuori dall’acqua (…) I feti umani, nelle prime fasi di sviluppo, hanno ancora strutture simili a fessure branchiali”. Ecco perché a contatto con l’acqua ci sentiamo “a casa”.

 

Che cosa ci fa essere più felici? La natura ed il blu

Ma non è solo l’essenza ed il legame con l’acqua a farci stare bene. Sembrerebbe infatti che anche il colore blu abbia degli effetti positivi sulla nostra mente. Questa tesi è supportata da uno studio del 2003, condotto su un campione di 232 persone di tutto il mondo. La maggioranza dei partecipanti ha indicato il blu come colore preferito e Nichols non si è mostrato affatto sorpreso di questo risultato, dato che questo è il colore predominante della Terra, tra cielo ed acqua.

Analogamente a quanto accaduto per il rendimento degli studenti con camere vista natura o vista città, in un altro studio citato nello scritto di Nichols, viene dimostrato come, osservare un paesaggio naturale, meglio ancora se marino, possa calmare il nostro subconscio stimolando aree del cervello associate alla positività, ai ricordi felici ed alla stabilità emotiva. Ovviamente la vista di una città o di un agglomerato urbano, stimola al contrario aree cerebrali legate allo stress.

La vicinanza con l’acqua ci aiuta quindi ad essere più felici, e Nichols lo dimostra con un altro studio, condotto nel 2010 attraverso l’app Mappiness, Con questa applicazione i ricercatori hanno chiesto a più di 22.000 utenti, di indicare il loro stato d’animo indicando il livello di felicità in un dato momento e luogo. Dallo studio è per l’appunto emerso che le persone erano più felici in prossimità di paesaggi naturali, con un aumento del 5,2% in prossimità di un corso d’acqua, un lago od al mare.