Quella che viene discussa in questi giorni, a seguito di un articolo pubblicato lo scorso lunedì su Nature Astronomy, è un’origine che mai avremmo sospettato per la Via Lattea, la galassia che ospita anche il nostro Sole assieme alle sue altre milioni di stelle.

 

Quando la Via Lattea inghiottì Gaia-Encelado

L’origine della nostra galassia, così come la conosciamo oggi, potrebbe essere lo scontro tra due galassie avvenuto circa 10 miliardi di anni fa. La gigantesca Via Lattea avrebbe infatti inghiottito la più piccola galassia Gaia-Encelado.

Circa 13 miliardi di anni fa nascevano contemporaneamente due galassie nane. All’epoca erano solo due ammassi di stelle a cui ancora nessuno aveva dato un nome, ed in silenzio si avviavano verso la loro evoluzione ed il loro inevitabile destino: uno scontro cannibale tra due ammassi di stelle, in cui la più grande avrebbe mangiato la più piccola. E fu proprio così che la Via Lattea, più grande di Gaia-Encelado, inghiottì la seconda, inglobandola in quelle che sarebbero un giorno divenute le sue spire.

Lo scontro tra le due galassie, avvenuto in un esplosione di forze cosmiche, avrebbe spinto alcune delle stelle ai bordi della galassia nascente, creando quell’alone stellare che oggi osserviamo ai bordi della nostra galassia. Al contempo la galassia nana appena inghiottita, avrebbe fornito alla Via Lattea nuovo materiale per la formazione di nuove giovani stelle come il Sole attorno cui orbitiamo.

 

Gaia: la missione per la mappa in 3D della Via Lattea

Per arrivare a questa conclusione, gli astronomi hanno preso in esame un gruppo di stelle in una zona sferica con un raggio di ben 13000 anni luce, al cui centro si trova il Sole, registrandone la luminosità e la posizione. Le misurazioni sono state effettuate tramite il satellite Gaia, dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Gaia è un’ambiziosa missione che ha come scopo quello di tracciare una mappa tridimensionale della Via Lattea, cercando di comprendere il processo che è alla base della sua composizione, della sua formazione e della sua evoluzione.

Grazie all’analisi dei dati elaborati dalla missione Gaia, i ricercatori hanno cercato di capire quando sia avvenuta la collisione tra le due giovani galassie e come questa abbia influenzato lo sviluppo della Via Lattea. Come ha spiegato Carme Gallart, prima autrice dell’articolo e ricercatrice presso l’Istituto di Astrofisica delle Isole Canarie (IAC), in Spagna, “abbiamo analizzato e confrontato con modelli teorici, la distribuzione di colori e magnitudini delle stelle nella Via Lattea, suddividendole in diversi componenti: il cosiddetto alone stellare, una struttura sferica che circonda le galassie a spirale ed il disco spesso”.

 

Colori diverse per galassie diverse

Le stelle dell’alone esterno della Via Lattea sono divise in due gruppi, quelle di colore blu e quelle di colore rosso, e fino ad ora si era pensato che la differenza di colore rispecchiasse una differenza di età. Ma alla luce di questo nuovo studio sembrerebbe esserci qualcosa di diverso alla base della diversa colorazione delle stelle dell’alone della Via Lattea. Esse sembrerebbero infatti avere la stessa età e la differenza di colore sarebbe dovuta ad una diversa composizione delle stelle. Si ipotizza che le stelle rosse siano più ricche di metalli, e avrebbero avuto origine in una grande galassia come la Via Lattea, mentre quelle blu si sarebbero formate, prima dello scontro, nella più piccola e più povera di metalli, Gaia-Encelado.

Alla luce di queste osservazioni, gli astronomi dell’ESA hanno quindi ipotizzato che la formazione di queste stelle sia avvenuta separatamente, in due galassie distinte che ad un certo punto della loro storia si sono scontrate fondendosi. Tomás Ruiz Lara, coautore del documento e ricercatore dell’IAC ha infatti affermato che “l’ultimo pezzo del puzzle è stato dato dalla quantità di metalli nelle stelle. Le stelle nella componente blu hanno una quantità minore di metalli rispetto a quelle della componente rossa.”

 

Un altro scontro è nel destino della Via Lattea

Inoltre, secondo quanto affermato da un altro coautore dello studio e ricercatore dell’IAC, Matteo Monelli, la violenta fusione tra due galassie, non è un evento raro per le galassie a spirale. Non è infatti raro che siano stati osservati questo tipo di eventi.

Un evento che non è raro quanto non è difficile da prevedere, per questo sappiamo che un altro catastrofico scontro attende la nostra galassia. Tra 4,5 miliardi di anni infatti, la Via Latte si scontrerà con la galassia di Andromeda, la gigantesca galassia a spirale che si trova a 2,5 milioni di anni luce da noi, ma che si muove verso la nostra spirale a più di 400.000 km/h.