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Picuted here is a lighten blended version of the 304 and 171 angstrom wavelengths. Cropped Credit: NASA/GSFC/SDO NASA image use policy. NASA Goddard Space Flight Center enables NASA’s mission through four scientific endeavors: Earth Science, Heliophysics, Solar System Exploration, and Astrophysics. Goddard plays a leading role in NASA’s accomplishments by contributing compelling scientific knowledge to advance the Agency’s mission. Follow us on Twitter Like us on Facebook Find us on Instagram

Ci sono dei fenomeni del nostro Sole che si conoscono da sempre, ma che in realtà il loro funzionamento è ancora sconosciuto. Si tratta delle macchie solari e sarebbe più giusto che lo erano in quanto un nuovo studio ha rivelato diverse informazioni in merito. Si è scoperto una nuova sorta di evento che spiega molto e questi prendono il nome di Terminator in quando mettono termine ai cicli della macchie solari. Un aspetto che si conosceva era proprio il fatto che si espandono e si riducono, ma non si sapeva cosa gli metteva fine.

Aver scoperto questo aiuterà gli scienziati a prevedere queste macchie solari e questo sarà fondamentale in quando si potrà anche prevedere le tempeste solari che sono proprio legate a tali macchie. Come sappiamo queste tempeste influenzano pesantemente la nostra tecnologia, soprattutto il GPS per via dell’effetto sul campo magnetico terreste.

 

Sole, macchie solari, tempeste solari e i terminator

A questa scoperta ci si è arrivati grazie ad un team di scienziati, tra cui l’astrofisico Scott McIntosh del Centro Nazionale per la ricerca sull’Atmosfera, NCAR degli Stati Uniti. Sono stati osservati 140 anni di osservazioni solari i quali presentano un attenzione particolare ai punti luminosi coronali che si presentano duranti i periodi di calma, relativa, del Sole. Quando il punto si muove per poi scomparire e ciò che pone fine, ovviamente, al ciclo della macchia.

Una dichiarazione di McIntosh: “Le prove per i terminator sono state nascoste nella documentazione osservativa per oltre un secolo, ma fino ad ora non sapevamo cosa stavamo cercando. Combinando una così ampia varietà di osservazioni per così tanti anni, siamo stati in grado di mettere insieme questi eventi e fornire uno sguardo completamente nuovo su come l’interno del Sole guida il ciclo solare.”

La dichiarazione di un altro astronomo, Bob Leamon: “Siamo stati in grado di identificare questi terminatori osservando i dati di una vasta gamma di diverse misure di attività solare – campi magnetici, irradianza spettrale, flusso radio – oltre ai punti luminosi. I risultati dimostrano che devi davvero essere in grado di fare un passo indietro e utilizzare tutti i dati disponibili per apprezzare come funzionano le cose, non solo un veicolo spaziale o un’osservazione o un modello.