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Purtroppo al mondo esiste una lunga serie di animali a rischio di estinzione, comunque profondamente minacciate. Molte di queste sono i grossi mammiferi come lo sono alla fine le tigri; certo, non sono degli elefanti, ma sono comunque grosse. Delle diverse specie che esistono almeno una può tirare un sospiro di sollievo ovvero, come da titolo, la tigre indiana. Gli ultimi sondaggi su questa fauna selvatica ha evidenziato una crescita della popolazione del 6% il che ha portato il numero totale degli esemplari a quasi 3.000.

 

Il conteggio delle tigri: uno sforzo degno di nota

Il solo censimento di questa specie è stato un lavoro particolarmente difficoltoso. Sono animali schivi e il loro habitat e molto vasto e ricco di nascondigli. In ogni caso lo sforzo del governo indiano ha dato i suoi frutti in questa operazione e questi grandi felini stanno finalmente prosperando; la speranza è che si tratta di una crescita costante.

Il censimento di questa specie è iniziato nel 2006 e avviene ogni quattro anni; quest’ultimo è iniziato nel 2018 e si è concluso solo di recente. Per riuscire nel conteggio ci sono voluti 44.000 individui i quali hanno condotto ben 318.000 sondaggi nei 20 stati dell’India; sono stati scandagliati ben 381.400 chilometri quadrati di aree verdi.

Sebbene questo sia un dato positivo, ce n’è anche uno negativo. Apparentemente rispetto al 2014 c’è stato un calo delle aree occupate del 20% e ne hanno trovate delle nuove pari all’8%. Non è una bella notizia proprio perché le tigri non sono abituate a stare in grossi gruppi e una presenza di più gruppi in un piccolo spazio potrebbe trasformarsi in un problema.