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In questi mesi le popolazioni dei mari stanno subendo un forte contraccolpo per via delle attività umana. Dovunque i ricercatori si girano trovano carcasse di animali e il peccato è che alcuni di questi sono a rischio di estinzione. Abbiamo visto come uno dei più piccoli cetacei è a 10 esemplari dalla scomparsa o come al largo delle coste Toscane i delfini stanno morendo. Un’altra brutta notizia è che nel giro di due mesi la popolazione mondiale delle balene del Nord Atlantico è scesa del 2%.

Sparse un po’ per tutte quelle acque a nord, da giugno ad ora sono state trovate 8 carcasse di balena come come appena detto è il 2% dell’intera popolazione. Gli studi non sono ancora stati fatti su tutti gli esemplari, ma i primi indicano che la causa di morte è stato lo schianto con delle navi. Ad aggiungere tristezza alla notizia c’è il fatto che tre di questi esemplari erano femmine in allevamento il cui numero è già precario, appena 100.

 

La moria di balene

Le parole di Philip Hamilton, ricercatore presso il New England Aquarium di Boston: “Questo attualmente non è chiaramente sostenibile. Di questo passo, tra 20 anni, non avremo più femmine nidificanti e la popolazione sarà effettivamente estinta“. Non è la prima volta che questa specie finisce sull’orlo dell’estinzione. Erano le prede preferite delle baleniere in quanto facili da cacciare. Nel 1935 si sfiorò tale catastrofe, ma la Società delle Nazioni rese illegale la caccia. Questo brutta moria così circoscritta temporalmente ricorda quella del 2017 dove furono trovati 12 corpi galleggianti.