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Luglio è stato caldo? Si, non è stata solo una questione di percezione, ma la realtà dei fatti. Secondo i dati registrati in giro per il mondo, il mese appena passato è stato quello che ha registrato le temperature più alte da quando l’uomo ha iniziato a tenerne traccia. A comunicare in modo ufficiale tale, deprimente, avvenimento è stata l’Organizzazione meteorologica mondiale con un comunicato pubblicato il giovedì di settimana scorsa.

A rendere questo aspetto più triste c’è il fatto che ha superato il record di un altro luglio, quello del 2016, il quale però aveva raggiunto la nomea di mese più caldo per una serie di concatenazioni di eventi particolari come la presenza di El Niño; questo evento ha sostanzialmente iniziato alcuni sistemi meteorologici complessi che hanno interferito con le normali temperature globali. A questo giro non è successo niente di simili eppure è stato il mese più caldo nell’era delle registrazioni del meteo.

 

Luglio e le sue temperature: un mese atrocemente caldo

Sono state osservate delle ondate di calore mai viste prima che hanno investito un po’ alla volta tutti i continenti, anche più di una volta. Il record di temperatura in sé è stato registrato nell’Europa Orientale, in Russia settentrionale, Asia, Africa, Sud America; anche gli oceani hanno subito un aumento del calore, soprattutto l’Oceano Indiano settentrionale alcune parti del Pacifico e dell’Atlantico.

Le parole del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, mentre annunciava i dati a New York: “Abbiamo sempre vissuto estati calde. Ma questa non è l’estate della nostra giovinezza. Tutto ciò significa che siamo sulla buona strada per il periodo dal 2015 al 2019 per essere i cinque anni più caldi mai registrati. La prevenzione delle perturbazioni irreversibili del clima è la razza delle nostre vite e delle nostre vite. È una razza che possiamo e dobbiamo vincere.