Dopo sette anni su Marte, il rover Curiosity della NASA continua ancora a fare scoperte entusiasmanti e a trasmettere immagini dal Pianeta Rosso. In questo periodo si è concentrata su quella che un tempo era una regione di laghi e fiumi, un luogo dove una volta scorreva acqua nell’arido Marte.

Percorrendo 21 chilometri e salendo di quasi 400 m sul fianco del Monte Sharp, Curiosity si è infine spinta all’interno del Gale Crater ed è proprio qui che miliardi d’anni fa scorreva l’acqua in laghi e fiumi. Il cratere è infatti il letto di un antico lago, al cui centro svetta il Monte Sharp con la sua cima che sorpassa il bordo del cratere stesso e che sfiora i 5000 m.

 

L’importanza del Gale Crater

Ed è proprio per il terreno argilloso lasciato dall’acqua miliardi di anni fa, che i ricercatori della NASA hanno spinto Curiosity verso questo luogo. Kristen Bennett del Geological Survey degli Stati Uniti ha infatti dichiarato che “Questa zona è uno dei motivi per cui siamo venuti al Gale Crater. Abbiamo studiato le immagini degli orbiter di quest’area per 10 anni e siamo finalmente in grado di dare un’occhiata da vicino.”

Ed ora Curiosity si trova proprio li, ed ha già raccolto 22 campioni tramite il perforamento della superficie, alla ricerca di maggiori dettagli ed informazioni sui minerali argillosi del Gale Crater. E le scoperte di Curiosity lasciano perplessi i ricercatori. Dalle sue analisi infatti appare evidente come la presenza di minerali argillosi sia molto più abbondante di quanto ci si aspettava osservando le immagini dei vari orbiter.

 

Le sorprendenti scoperte di Curiosity

Questo tipo di minerali infatti, si trovano anche in luoghi dove non erano stati rilevati dalle indagini degli osservatori in orbita attorno a Marte. I ricercatori si chiedono quindi perché questi minerali non fossero visibili dallo spazio attorno Marte e non siano quindi stati rilevati dagli orbiter.

Ma non finisce qui, sono infatti molte le caratteristiche geologiche inaspettate che Curiosity ha rilevato su Marte. Tra queste vi è la distesa di ciottoli attraversata per raggiungere la sua destinazione e le straordinarie immagini dello sperone roccioso del Teal Ridge. Si tratta infatti di una formazione rocciosa stratificata, composta da strati ondulati che sembrano essere degli scogli scolpiti dall’acqua, o dal vento, o da entrambi.

Secondo Valerie Fox della Caltech, queste scoperte di Curiosity dimostrano come il passaggio di Marte da umido a secco, non sia stato un processo lineare. La scomparsa dell’acqua dal Pianeta Rosso sarebbe quindi avvenuta attraverso un processo più lungo e complicato di quanto immaginavamo.