Come sappiamo la Siberia è in fiamme già da qualche mese, una porzione grande come la Grecia, di quello che dovrebbe essere uno dei luoghi più freddi della Terra, si è trasformato in un inferno. Un inferno di fiamme e fumo che mette in pericolo tutti coloro che vi abitano. E tra gli abitanti della Siberia vi sono anche gli animali selvatici, che fuggono impauriti, intossicati dal fumo e con le pellicce bruciacchiate.

 

L’inferno per gli animali della Siberia

La perdita dei loro habitat naturali e la paura del fuoco, hanno inoltre spinto gli animali verso le città e verso l’uomo. Cercano di trovare riparo tra le case e cibo tra l’immondizia dell’uomo.

Oltre 3,4 miliardi di ettari di boschi sono invivibili, le fiamme li divorano ed il fumo li rende tossici, e gli animali scappano da questo delirio tentando di mettersi in salvo come possono. I piccoli animali a volte non ce la fanno, rimangono intossicati dal fumo e prigionieri delle fiamme, mentre i grandi animali selvatici, come orsi ed alci, si avvicinano all’uomo.

Per fortuna in Siberia accanto all’uomo non trovano fucili. Le popolazioni locali infatti stanno facendo di tutto per aiutarli a scampare alla morte e per aiutarli. Molte infatti sono le testimonianze fotografiche o di racconti degli abitanti del luogo.

 

Le specie più grandi si spingono verso l’uomo

Angarsk Maya Fleishter, una testimone diretta che vive al limitare delle zone colpite, ha raccontato la vicenda di un piccolo orso bruno in fuga dal bosco. “Era tutto pelle e ossa, con evidenti tracce di ustioni e così esausto da non aver paura delle persone. Mio marito ha dato all’orso biscotti e acqua. All’inizio l’orso ha ringhiato ma poi ha mandato giù acqua e biscotti facendo piangere tutti quelli che lo stavano osservando e che hanno trascorso la settimana soffocati dai fumi”. Queste le commoventi parole della donna, che sono solo un piccolo esempio della tragedia che si vive in Siberia.

Molte altre sono però le testimonianze di animali nel panico, mal nutriti, ustionati e spaventati. Sono stati avvistati nelle regioni più colpite, Krasnoyarsk e Yakutia, ma anche al lago Baikal.

 

In pericolo i più piccoli

Secondo il biologo russo Sergey Naidenko, dell’Istituto di Ecologia ed Evoluzione di Severtsov, animali come gli orsi, i lupi, i cinghiali ed i cervi, dovrebbero essere in grado di salvarsi dal fuoco. Ma gli animali che in questo periodo si riproducono, e che quindi hanno cuccioli al seguito, sono più in pericolo. Tra questi vi sono i ricci, le linci, le lepri e le volpi. Inoltre alcuni di questi animali si muovono lentamente, come i ricci ad esempio, e non sono abbastanza veloci da sfuggire al fuoco. Altri animali più piccoli, come i topi, si nascondono invece nei buchi e nelle tane per evitare il pericolo, rimanendo così prigionieri dell’inferno.

Preoccupante è anche la scarsa possibilità di intervento del governo russo, che nonostante abbia deciso di impiegare l’esercito per far fronte all’emergenza fuoco, non ha previsto nessun intervento per la salvaguardia degli animali.

Si tratta infatti di luoghi remoti dove non è assolutamente facile intervenire. Ma nel frattempo da mesi l’incendio divampa, diventando così grande da essere visto dallo spazio e fotografato dai satelliti. E l’enorme colonna di fumo che intossica la Siberia ha raggiunto persino il Nord America.

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