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La resistenza agli antibiotici è un problema che più andiamo più sarà difficile da affrontare. Di solito si pensa che questo fenomeno sia recente visto che i cosiddetti antibiotici sono una scoperta relativamente recente; quelli chimici risalgono al secolo scorso, ma anche metodi naturali sono stati usati dalle popolazione antiche come gli Egizi. Secondo un nuovo studio della McMaster University questo processo è iniziato tra i 350 e i 500 milioni di anni fa. I ricercatori si sono concentrati sulla biosintesi e sulla resistenza in un contesto evolutivo e le loro scoperte saranno utili per riuscire a trovare le possibili soluzioni ai problemi a cui andremo incontro.

 

La resistenza agli antibiotici e batteri super-resistenti

Le parole di Gerry Wright, professore del Dipartimento di Biochimica e Scienze Biomediche della McMaster e autore dello studio: “Le nostre scoperte sono di notevole interesse. Il nostro studio rivela diverse implicazioni su come potremmo potenzialmente gestire l’uso di antibiotici e trovare nuovi farmaci per le infezioni antimicrobiche.

Per arrivare a tale risultato è stato analizzato il DNA di alcuni batteri, tra cui gli Actinobacteria, in relazione a degli antibiotici. Sono stati tracciati i cambiamenti nel tempo e così facendo sono stati evidenziati come la resistenza agli antibiotici è iniziata al massimo di 500 milioni di anni fa.

Questi composti sono stati utili ai batteri del pianeta anche prima della comparsa dei dinosauri e la resistenza si è evoluta insieme alla produzione come mezzo di autoprotezione per la produzione di batteri. L’uso della vancomicina nei tempi moderni in medicina e agricoltura ha portato al movimento della resistenza di questi innocui produttori ai batteri patogeni per pochi decenni.