Sale a sette il numero delle vittime dell’incidente nucleare, avvenuto nella base militare Russa di Nyonoksa, a 25 km dalla città di Severodvinsk, nella Russia artica europea, lo scorso 8 Agosto. Sebbene le autorità russe continuino a minimizzare sulla preoccupazione per i livelli di radioattività registrati a seguito dell’esplosione e la relativa contaminazione, diverse sono le dichiarazioni che, come riporta il Moscow Times, arrivano dall’ospedale di Arkangelesk, il più vicino alla base.

 

I primi racconti dall’ospedale di Arkangelesk dopo l’incidente nucleare

Secondo fonti interne all’ospedale i feriti dell’esplosione del missile nucleare da crociera Burevestnik, sarebbero arrivati all’ospedale “nudi ed avvolti in sacchi di plastica traslucidi”. Nessuna informazione e nessun avvertimento riguardo al possibile contagio da radiazioni nucleari è stato comunicato al personale dell’ospedale. Nonostante le condizioni dei feriti avessero destato dei sospetti in medici e paramedici, gli era stato comunicato soltanto che si era trattato di un esplosione in una base militare.

Come ha infatti affermato uno dei chirurghi dell’ospedale “nessuno, né i direttori dell’ospedale, né i funzionari del ministero della Sanità, né i funzionari regionali, ha informato il personale che i pazienti erano radioattivi. I dipendenti dell’ospedale avevano i loro sospetti, ma nessuno ha detto loro di proteggersi”.

Secondo i medici dell‘ospedale di Arkangelesk, quanto accaduto ha sconvolto e preoccupato il personale della struttura. I medici che hanno rilasciato le dichiarazioni alla testata russa, hanno preferito mantenere l’anonimato, visto anche l’intervento dei servizi segreti russi nella vicenda dell’incidente nucleare. Ai medici ed al personale dell’ospedale è stato infatti richiesto dagli agenti del Servizio di Sicurezza Federale (FSB) russo, di firmare degli accordi di riservatezza.

Le informazioni riportate dai medici al Moscow Times inoltre non derivano da un contatto diretto con i pazienti, ma dalla partecipazione ad un briefing tenutosi nella struttura ospedaliera il 12 Agosto, a cui ha partecipato anche il ministro della Sanità russo.

 

Controlli sul personale: alti livelli di Cesio-137 nei muscoli di un medico

A seguito dell’accaduto, alcuni medici e paramedici della struttura, sono stati sottoposti a dei controlli per evidenziare eventuali contagi. Ma sui risultati dei test e sul numero di persone sottoposte ai test, ci sono informazioni discordanti tra quelle fornite dal Ministero della Sanità russo e quelle riportate dal Moscow Times. Secondo il primo infatti le persone sottoposte ai test sarebbero 91 e nessuna di esse presenta tracce di contagio dalle radiazioni nucleari.

Secondo la testa russa invece sono meno di 60 le persone sottoposte ad analisi ed uno di loro, un medico, presenterebbe tracce di Cesio-137 a livello del tessuto muscolare. Il Cesio-137 è un isotopo radioattivo che si crea come sottoprodotto della fissione nucleare dell’Uranio-235.

Sempre secondo le autorità, altri 20 operatori sanitari sarebbero stati sottoposti a speciali controlli nel Centro Medico Biofisico Federale Burnasyan di Mosca, con l’utilizzo di uno spettrometro. Dai test non è emerso nessun dato preoccupante e non ci sarebbe nessun rischio per la salute degli operatori, che verranno comunque tenuti sotto osservazione.