Un’antica guerra biblica potrebbe essere dimostrata e conosciuta grazie alle iscrizioni su un preziosissimo altare in pietra di 2800 anni. L’altare si trova in un santuario moabita di quella che un tempo era la città di Ataroth, in Giordania e che oggi si chiama Khirbat Ataruz.

 

Le iscrizioni in lingua moabita che raccontano la guerra biblica contro Israele

Sull’altare sono infatti presenti due iscrizioni in lingua moabita, per quanto riguarda linguaggio e parole, ma i numeri sono invece in scrittura ieratica, ovvero la forma di scrittura dell’antico Egitto utilizzata nel quotidiano che si sviluppò insieme o in seguito ai geroglifici, di cui può essere considerata una corsivizzazione. La si usava spesso perché più semplice dei geroglifici e più adatta a essere tracciata scritta con la canna tagliata ed intinta nell’inchiostro su papiro.

L’altare sembra essere successivo alla ribellione di Mesha, re dei moabiti, contro Israele e alla conquista della città di Ataroth (o Atarot), fino ad allora sotto il controllo di Israele. Il Regno di Israele era all’epoca diviso in due parti. Quella settentrionale conservava il nome di Regno di Israele, mentre quella a Sud prese il nome di Regno di Giuda. Alla morte del re Salomone, quello che era noto come Regno di Israele e di Giuda infatti, venne scisso in due entità autonome, di cui il Regno di Giuda era quella più meridionale e comprendeva i territori delle tribù di Giuda (da non confondere con l’apostolo di Gesù), di Simeone, di Beniamino e di Levi. Mentre il Regno di Israele occupava la parte Nord della Palestina e riuniva quasi tutte le tribù ebraiche.

 

Il regno di Moab e la guerra biblica contro il Regno di Israele

La storia del regno di Israele è documentata attraverso gli scritti delle popolazione antiche che risiedevano nella stessa area, come Fenici, Babilonesi, Assiri ed Egizi, ma sopratutto per mezzo della Bibbia. Ed è proprio nella Bibbia ebraica che è fatta menzione della ribellione del re moabita Mesha. Fino alla ribellione il regno di Moab doveva versare ad Israele un tributo annuale che comprendeva migliaia di agnelli e lana di ariete. Potrebbe essere stato questo uno dei motivi che spinse Mesha a ribellarsi contro Israele, conquistando Ataroth ed uccidendone gli abitanti, come raccontato dalla Stele Mesha, scoperta nel 1868 in Giordania, a Dhiban.

Attualmente il Moab è una regione montuosa che corre parallela alla costa orientale del Mar Morto, in Giordania. Ed è proprio qui che si insediarono, attorno al I millennio a. C., i Moabiti, popolo discendente da Moab. Come riportato nella Genesi (19,30-38), Moab fu uno dei figli che Lot ebbe con le sue figlie dopo aver lasciato Zoar (o Tsoar). Questo è ciò che è riportato sulla Bibbia, ma sappiamo anche da fonti storiche che un uomo di nome Kemoshyat, stabilì un regno autonomo intorno al 900 a. C., eleggendo come capitale la città di Qir-Moab.

 

L’altare del tempio moabita, una documentazione non biblica della storia di questo popolo

Un’ulteriore prova della storia di Moab è ora questo altare, scoperto nel 2010 durante lo scavo del santuario moabita in cui si trova. Ed ora i ricercatori e gli archeologi, guidati da Chang-Ho Ji, decano presso la Sierra University di Riverside, in California, hanno pubblicato la descrizione delle loro scoperte e delle iscrizioni sull’altare.

Una delle due iscrizioni parla di un notevole quantitativo di bronzo saccheggiato ad Ataroth. Questa iscrizione lascia quindi pensare che il bronzo saccheggiato sia successivamente stato donato al santuario come offerta, e per questo registrato sull’altare.

L’altra iscrizione invece è in un peggiore stato di conservazione e risulta frammentata, rendendola quindi di più difficile comprensione. Nelle due parti che si riescono a leggere, la traduzione letterale parla di 4000 uomini stranieri dispersi ed abbandonati, mentre un’altra parte parla di una città desolata. I ricercatori hanno ipotizzato possa trattarsi del racconto degli avvenimenti di Ataroth durante la ribellione del re Mesha contro Israele.

 

Un importante esempio di scrittura moabita

Oltre ad essere una prova della guerra biblica per la conquista di Ataroth da parte dei Moabiti, come ha affermato Christopher Rollston, co-autore dello studio e professore di lingue e letterature semitiche nord-occidentali alla George Washington University, l’altare moabita di 2800 anni fa dimostra anche la loro abilità nella scrittura. Il fatto che le iscrizioni fossero in lingua moabita dimostra infatti che, 2800 anni fa, questo popolo aveva scribi molto abili che usavano la propria scrittura. Anche se la stele scoperta nel 1868 utilizzava la scrittura ebraica per la lingua moabita, questo altare è la prova che “anche l’antico Moab aveva degli scribi di talento” come ha affermato Rollston.