RLS

L’RLS, o sindrome delle gambe senza riposo, sembra essere correlata con il rischio di suicidio in pazienti che manifestano i sintomi della patologia. Lo stimolo irrefrenabile di muovere gli arti inferiori soprattutto di notte, sono il primo campanello d’allarme da tenere sotto controllo dai medici.

RLS

Uno studio condotto su 170.000 individui ha rivelato che le persone affette dalla  RLS  avevano una probabilità 2,7 volte maggiore di togliersi la vita di chi non presentava questo malessere. A rivelare questi allarmanti risultati è stato il Prof. Xiang Gao, epidemiologo presso la Penn State University negli Stati Uniti, che ha dichiarato: “La RLS indica chiaramente che  non è solo una condizione fisica, ma legata anche a un disturbo neurologico“.

I medici dovrebbero prestare più attenzione quando sottopongono a screening i pazienti, sia per individuare precocemente la RLS, che per il rischio di suicidio che ne deriva“. Solo negli Stati Uniti, il tasso di suicidi è aumentati del 30% dall’inizio del secolo. Il prof. Gao ha dichiarato: “Il suicidio è un problema di salute globale ed è associato a molteplici fattori di rischio, tra cui sesso maschile, storia familiare di suicidio, traumi infantili, abuso di alcool, disturbi psichiatrici e problemi del sonno“.

RLS

Disturbi del sonno e depressione sono i due sintomi allarmanti

Infatti, aggiunge: “Dato che i disturbi del sonno e la depressione sono i due sintomi più comuni in pazienti con la sindrome, è plausibile pensare che ci siamo un rapporto tra la sindrome e il suicidio”. Il Prof. Gao e i suoi collaboratori hanno affermato che: “RLS colpisce circa il 5% della popolazione americana, e può essere innescata da bassi livelli di dopamina, un neurotrasmettitore rilasciato dal cervello, che regolamenta i movimenti.

Avendo avuto accesso ad una banca dati con oltre 200 milioni di persone, il suo team ha confrontato le informazioni  dei pazienti americani  tra il 2006 e il 2014. Di questi ben 24.179 risultavano aver ricevuto una diagnosi di RLS. Lo studio, pubblicato su JAMA Network Open, ha calcolato che questo gruppo di persone  aveva una probabilità del 270% più alta di suicidio.