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La vita trova sempre una via, citazioni un po’ modificata di un film cult, ma anche eterna verità. La capacità di adattarsi degli organismi viventi è qualcosa di incredibile e il fatto che si riescono a trovare tracce di vita negli ambienti più estremi del nostro mondo ne è la prova. Una delle scoperte in tal senso è il ritrovamento di abbondanti colonie di microrganismi ad una profondità di 2,4 chilometri sotto il livello del mare all’interno di una miniera in Canada.

La particolarità di questo posto, com’è facile intuire, è la completa assenza di luce solare e di aria pulita oltre che a temperature estreme ed elementi particolari come l’acqua ricca di solfati. Proprio quest’ultimi sembrano essere la chiave della vita in tale luogo infatti i microrganismi sembrano respirare i solfati piuttosto che l’ossigeno. Anche l’acqua è speciale e non solo per la concentrazione degli elementi, ma piuttosto che è una delle più antiche pozze conosciute sulla Terra.

 

La vita nella profondità del mondo

Una dichiarazione dei ricercatori che stanno studiando tale luogo: “Anche nell’era scientifica moderna, la biosfera del pianeta era pensata come una sottile impiallacciatura sulla superficie del pianeta o nelle sue vicinanze, con la vita che dipende principalmente dalla fotosintesi per prosperare. Siamo stati in grado di farci un’idea della quantità di biomassa microbica nativa e siamo stati in grado di confermare che le acque in cui vivono i microbi sono acque ospitali – non sono contaminate o influenzate dall’acqua proveniente dalla superficie“. A noi cosa interessa? Semplice, studiare come certi organismi riescono ad adattarsi a certe condizione potrebbe tornarci utile in futuro.