L’improvviso bagliore che gli astronomi hanno osservato nella Via Lattea non è altri che il buco nero che si trova nel suo cuore, Sagittarius A*, che sembra essersi attivato all’improvviso con un inatteso bagliore. A mostrarcelo è l’astronomo Tuan Do, il quale ha postato su Twitter un timelapse dell’evento, descrivendolo come il momento più luminoso mai osservato del buco nero della nostra galassia.

 

Sagittarius A* brilla all’improvviso

L’evento è stato osservato grazie ai potenti telescopi dell’Osservatorio Keck delle Hawaii, che hanno registrato come il buco nero supermassiccio Sagittarius A* abbia improvvisamente aumentato la sua luminosità di ben 75 volte, emettendo quindi quello che è il più intenso bagliore mai registrato nel campo del vicino infrarosso. Il bagliore del gigantesco buco nero, della massa di 4 miliardi di soli, è durato all’incirca 2 ore ed è stato registrato dai telescopi il 13 Maggio scorso.

Il bagliore è stato così intenso da indurre Tuan Do a scambiarlo inizialmente per la stella SO-2, ma la fonte luminosa era troppo variabile per essere una stella, così Do a realizzato che si trattava nient’altro che del gigantesco Sagittarius A*, a cui però stava accadendo qualcosa di strano.

 

Le cause dell’aumento di luminosità del buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea

A provocare il “momentaneo” aumento di luminosità, rilevato così distintamente dai telescopi delle Hawaii, potrebbe essere stata la frizione del materiale nel disco di accrescimento del buco nero, ovvero l’immenso disco di gas e polveri che ruota attorno ad esso, attirato dalla sua straordinaria attrazione gravitazionale.

Che cos’è dunque che ha interferito con il disco di accrescimento provocando un così marcato aumento di luminosità? Secondo i ricercatori che hanno redatto lo studio comparso sul sito arXiv e in via di pubblicazione su The Astrophysical Journal Letters, il bagliore è da imputare al passaggio ravvicinato della Stella SO-2 avvenuto nel 2018. Questa stella infatti orbita attorno al buco nero, passandovi accanto ogni 16 anni. Un’altra ipotesi è che sia l’effetto ritardato del passaggio della nube di Gas G2, che ha avuto luogo nel 2014.