In India almeno tre specie di animali si sono già estinte a causa della desertificazione. A dare la notizia sono stati i ricercatori alla Conferenza delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione. “Abbiamo un database di oltre 5,6 milioni di esemplari, raccolti da tutta l’India e anche dai paesi vicini prima dell’indipendenza. Forniscono molte informazioni su come le cose sono cambiate in oltre 100 anni”.

“Se si guarda la loro distribuzione in geo-piattaforme speciali, ci si rende conto di quanti cambiamenti si sono verificati a causa dell’impatto della deforestazione e della desertificazione “, ha detto a ANI Kailash Chandra, direttore dello Zoological Survey of India. Puntualizzando: “Un minimo di tre  specie si sono già estinte in India, come il ghepardo indiano, l’anatra dalla testa rosa e la grande otarda indiana.

“Molte altre sono sul punto di estinguersi e quindi rientrano nella categoria di specie in pericolo”. Questi dati sono davvero impressionanti, poichè molte specie si sono ridotte a quasi 150 esemplari in tutta l’India. I ricercatori hanno definito la situazione “una questione di grande preoccupazione”.

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L’industrializzazione selvaggia è la causa delle estinzioni

Chandra ha sottolineato che la desertificazione è causata da insetticidi, pesticidi, conversione di terreni agricoli, industrie e prodotti chimici, sviluppo indiscriminato ma asserisce che “tutto deve essere regolamentato in modo da ridurre al minimo li danni e invertire questo processo”. La gravità della situazione, secondo i ricercatori, è data dal fatto che  la desertificazione non ha effetti solo sugli animali, ma sull’intera biodiversità, che include gli animali microscopici per gli esseri umani.

“L’intera catena alimentare è colpita da questo fenomeno”, ha sottolineato Chandra. Nella conferenza  è stato anche affermato che l’India sta affrontando una crescente crisi di degrado del territorio. Oltre il 30% della sua superficie è stata degradata a causa della deforestazione, dell’eccessiva coltivazione, dell’erosione del suolo e dell’esaurimento delle zone umide.