condizione

Una donna di cinquant’anni residente nei Paesi Bassi soffriva fin dall’infanzia di una incredibile e spaventosa condizione: dopo pochi minuti, ogni volto che vedeva si trasformava in una terrificante testa di drago! Ma in realtà c’è poco da ridere: mentre alcune sostanze discutibili sono note per far “correre a ruota libera” la nostra fantasia, per questa donna le incredibili allucinazioni erano ormai il suo pane quotidiano.

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Sin dalla sua infanzia, i volti delle persone che incontrava si trasformavano in quelli di spaventosi rettili. Ma perché? Quali sono le cause di questa scioccante condizione? Il disturbo è noto come “prosopometamorfopsia“, e non è uno scioglilingua! Questa patologia neurologica è una rara distorsione della percezione visiva, che si traduce in una percezione alterata dei volti. E nel caso di questa donna, questi si trasformano in draghi.

 

Questa condizione aveva reso molto difficile la vita della donna

Poteva percepire e riconoscere i volti reali, ma dopo alcuni minuti essi iniziavano ad oscurarsi, ad allungarsi, a mostrare orecchie appuntite e un muso sporgente per poi presentare una pelle squamosa ed enormi occhi gialli, verdi o rossi“, ha spiegato il team di ricerca che ha studiato il disturbo. Queste allucinazioni non si verificano solo di fronte a un viso: basta una semplice parete, una presa elettrica o persino uno schermo di un computer per vedere la testa di un drago. Anche di notte, nonostante l’oscurità, i terrificanti mostri sputafuoco continuavano a perseguitare la donna.

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Estremamente rara, questa sorprendente condizione ha lasciato i medici perplessi circa le possibili cause fisiologiche. Per il momento, essi hanno solo ipotesi: alcuni farmaci sono noti per essere in grado di indurre una tale condizione, ma possono farlo anche tumori o lesioni che colpiscono particolari regioni del cervello. Essi sono stati in grado di identificare un’area molto precisa della corteccia cerebrale che potrebbe essere la fonte di queste allucinazioni: la circonvoluzione fusiforme. Quest’area è associata a percorsi nervosi correlati al riconoscimento e potrebbe essere collegata a diversi fenomeni neurologici come la sinestesia o la prosopagnosia.

 

Il peggio sembra essere passato, ma la patologia potrebbe non essere stata del tutto debellata

Questo, tuttavia, non è sufficiente per chiarire il caso di questa sventurata donna olandese, né per curarla. Per cercare di capirne di più, gli scienziati hanno provato di tutto: sessioni di risonanza magnetica, elettroencefalogrammi, nonché una serie di esami neurologici e persino esami del sangue. Nonostante tutto ciò, non hanno trovato nulla e tutti i risultati sono sembrati nella norma. Almeno fino a quando non hanno testato un farmaco che viene normalmente usato per trattare i casi di demenza: la rivastigmina. Questa molecola aiuta il corpo a sintetizzare l’acetilcolina, il neurotrasmettitore vitale per l’apprendimento e la conservazione della memoria.

Il composto è stato usato per aiutare i malati di Alzheimer ma ha anche dimostrato di poter aiutare questa paziente a superare le terrificanti allucinazioni. Questo inaspettato sviluppo ha permesso alla cinquantenne di condurre una vita quasi normale. Da quando è stata sottoposta ai trattamenti a base di rivastigmina, la donna è stata in grado di tornare al lavoro e ad intrattenere normalmente conversazioni con i suoi colleghi senza doversi preoccupare che i loro volti si trasformassero in minacciosi draghi sputafuoco!