Recentemente sono state avvistate numerose volpi presso il Muro del Pianto di Gerusalemme. Un avvenimento che, secondo le parole del Talmud, un testo sacro della religione ebraica, indica il compimento della profezia di Uria, in esso contenuta. Ad affermarlo è il Rabbino Shmuel Rabinowitz, rabbino del Muro del Pianto e dei siti sacri di Gerusalemme.

Il Talmud di Gerusalemme o Talmud gerosolimitano, noto anche come Talmud Yerushalmi, [talmud (תַּלְמוּד יְרוּשָׁלְמִי) significa “istruzione”, “apprendimento”], è una raccolta di commenti e note sulla Mishnah (tradizione orale ebraica) che fu compilata in Terra di Israele durante il IV e V secolo.

 

I riferimenti nella Bibbia alle volpi nel Tempio

Un riferimento alla presenza delle volpi come simbolo della distruzione del Tempio di Gerusalemme, è riportato anche nella Bibbia, in un versetto nel Libro delle Lamentazioni. Nel capitolo 5 si legge infatti:

[18]perché il monte di Sion è desolato;
le volpi vi scorrazzano.
[19]Ma tu, Signore, rimani per sempre,
il tuo trono di generazione in generazione.
[20]Perché ci vuoi dimenticare per sempre?
Ci vuoi abbandonare per lunghi giorni?
[21]Facci ritornare a te, Signore, e noi ritorneremo;
rinnova i nostri giorni come in antico,
[22]poiché non ci hai rigettati per sempre,
nè senza limite sei sdegnato contro di noi.

In questo libro è raccontata la distruzione del Tempio, avvenuta due volte, per mano dei Babilonesi prima e dei Romani poi, come castigo per i peccati degli Ebrei, abbandonati per questo da Dio. Ma parla anche di perdono e dell’attesa del ritorno alle braccia di Dio, che non ha punito in eterno il suo Popolo.

 

La profezia di Uria, la distruzione di Gerusalemme e del suo tempio

Anche la profezia di Uria, raccontata nel Talmud dal profeta Michea, riguarda la distruzione di Gerusalemme ed in particolare del suo Tempio, ma il suo compimento, indicato dalla presenza delle volpi al Tempio (il Muro del Pianto è ciò che ne rimane dopo che i romani lo distrussero, ovvero la sua parete occidentale), significa che ora è possibile che si avveri la profezia seguente, ovvero quella di Zacharia, una profezia che parla invece di ricostruzione.

La comparsa delle volpi indicherebbe quindi la fine delle sofferenze del popolo di Israele e l’inizio della rinascita, come è spiegato nel Talmud con la storia del rabbino Akiva che ride alla presenza delle volpi al Tempio distrutto (Talmùd Makkòt 24B):

Di nuovo accadde che Rabban Gamliel, Rabbi Elazar ben Azaria, Rabbi Yehoshua e Rabbi Akiva salirono a Yerushalayim. Quando giunsero al monte Tzofim essi strapparono le loro vesti. Quando giunsero al monte del Tempio, videro una volpe uscire dal posto del Santo dei Santi. Gli altri iniziarono a piangere, Rabbi Akiva rise.

Gli dissero: “Perché ridi?”

Egli disse loro: “Perché piangete?”

Essi gli dissero: “Un posto [talmente sacro] del quale si dice, ‘lo straniero che si avvicina ad esso morirà’ ed ora le volpi lo percorrono, e non dovremmo piangere”?

Egli disse loro: “È per questo che non piango. Poiché è scritto ‘Farò testimoniare per Me, testimoni fedeli, Uria il Prete e Zecharia figlio di Yeberechia’. Ora qual è il collegamento tra Uria e Zecharia? Uria visse [nell’epoca del] Primo Tempio e Zecharia visse [nell’epoca del] Secondo Tempio! Tuttavia la Torà fa si che la profezia di Zecharia dipenda dalla profezia di Uria. Con Uria è scritto ‘Perciò, a causa tua, Tzion verrà arato come un campo; [Yerushalayim diventerà dei cumuli ed il Monte del Tempio come i posti alti di una foresta]. Con Zecharia è scritto, ‘uomini e donne anziani siederanno ancora nelle vie di Yerushalyaim.’ “Fintanto che la profezia di Uria non è stata avverata, temevo che anche la profezia di Zecharia non venga realizzata. Tuttavia ora che la profezia di Uria è stata compiuta, è certo che la profezia di Zecharia si avverrerà.

Con queste parole essi risposero a lui: “Akiva ci hai confortato! Akiva chi hai confortato!

 

La fine della profezia e l’inizio della rinascita

Rabinowitz ha condiviso sui social le foto delle volpi, durante il Tisha B’av del 10 agosto, il giorno che, nel calendario ebraico, è il giorno di digiuno e lutto, il “più triste giorno nella storia ebraica”, durante il quale si legge il Libro delle Lamentazioni nelle sinagoghe. Nella ricorrenza che avviene in memoria di numerosi eventi luttuosi per il popolo ebraico, il Rabbino del Muro del Pianto ha affermato che “Non ci si può astenere dal piangere sul luogo del compimento della profezia “delle volpi che torneranno vicino al Muro del Pianto” e che indicano quindi la futura rinascita di Gerusalemme e di conseguenza la probabile ricostruzione del Tempio, il Terzo Tempio.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=18&v=BnlsvqV25-Y