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La nomea dei grandi squali bianchi la conosciamo tutti. Un po’ di colpa è da far risalire al film cult di Spielberg mentre per il resto ci pensa l’enorme stazza degli esemplari e del loro aspetto in generale. Sebbene nelle acque degli oceani esistano delle specie ben più aggressive, le dimensioni del colosso mettono più in suggestione. Come se tutto questo non bastasse, di recente gli avvistamenti e gli attacchi nei confronti dell’uomo da parte di questi squali sembrano essere aumentati.

La motivazione, ancora una volta, non è strettamente legata all’aggressività della specie, quanto piuttosto alla loro necessità di nutrirsi. Una delle loro prede preferite è la foca grigia e la popolazione nel New England è cresciuta a dismisura negli ultimi 40 anni a causa del divieto di caccia. Una popolazione di 50.000 esemplari risulta essere un’attrattiva fin troppo grande.

 

L’attacco del grande squalo bianco

La dichiarazione di Greg Skomal, biologo marino del Massachusetts: “Stanno seguendo il cibo e purtroppo il cibo è molto vicino alla costa e di conseguenza vicino a noi. Bisogna prendere in considerazione il fatto che siamo animali terrestri che vanno nell’oceano.”

Le soluzioni per ridurre la presenza di questa incompresa macchina di morte è quella di abbattere buona parte della popolazione di foche. Ovviamente, si tratta di un’idea cruenta che, con difficoltà, verrebbe accettata dall’opinione pubblica. La verità è che non esiste una soluzione facile. Quella meno dolorosa sarebbe di vietare di andare a fare il bagno in quelle acque, possibili, ma in molti troverebbero tale soluzione ancora più dolorosa della precedente.