chernobyl

Il regista Craig Mazin non ha mai pronunciato il nome del Presidente degli Stati Uniti durante l’evento per il settantunesimo Primetime Emmy Award, ma il creatore di Chernobyl ha lasciato trasparire in maniera piuttosto chiara ciò che pensava in materia di fake news e circa l’approccio che l’amministrazione USA sta adottando in merito a questo problema: “Spero che in qualche modo il nostro spettacolo abbia contribuito a ricordare alla gente il valore della verità e il pericolo della menzogna“, ha infatti detto Mazin sul palco del Microsoft Theater, ritirando il premio Outstanding Limited Series.

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Svelando gli inganni che l’Unione Sovietica ha intessuto attorno al devastante incidente nucleare vicino alla città ucraina di Pripyat nel 1986, la serie-evento, vincitrice di numerosi Emmy, è stata considerata come un serio monito per la società contemporanea, nell’era della crisi della verità, sfidando Donald Trump e la sua linea politica sin dal suo debutto su HBO il 6 maggio di quest’anno.

 

Chernobyl: la serie che intrattiene e fa riflettere

A seguito delle osservazioni e degli apprezzamenti del celebre scrittore Stephen King, che non ha nascosto il suo entusiamo per la serie HBO, lanciando anche una nemmeno troppo velata stilettata al presidente USA con un tagliente “è impossibile guardare Chernobyl senza pensare a Donald Trump“, Mazin ha risposto dichiarando di sentirsi estremamente lusingato per le parole di King, reputandolo uno “spettatore intelligente“.

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La serie Chernobyl, girata principalmente in Lituania, ha portato a casa non solo il trofeo per la Migliore miniserie televisiva di quest’anno, ma anche il premio alla regia, ritenuta “eccezionale in una serie con così poche puntate“, valendo anche il plauso della critica a Mazin stesso. Insomma, la serie non solo sembra aver fatto davvero incetta di premi, ma potrebbe aver avuto anche il merito di aver portato alla luce quell’amore per la verità e quella riscoperta dell’integrità morale che tanto mancano al giorno d’oggi, ma che sono le basi su cui costruire una società che sia in grado di scongiurare il pericolo che eventi come quello di Chernobyl si ripetano.