Dal suo arrivo su Marte, nel Novembre dello scorso anno, InSight ha aguzzato il suo fine orecchio, in ascolto di ogni minimo segnale dalla crosta di Marte. Con i suoi efficentissimi e sofisticati strumenti, il lander della NASA ha sondato il terreno del Pianeta Rosso alla ricerca di terremoti, registrando una sinfonia, affascinante quanto inquietante, dei suoni prodotti dalla superficie marziana.

 

Gli strumenti di InSight: un orecchio teso alla voce di Marte

Il lander InSight della NASA è infatti dotato di un sismometro altamente sensibile, il Seismic Experiment for Interior Structure (SEIS),che può registrare qualsiasi vibrazione del terreno, anche quelle leggere come una brezza. Lo scopo del SEIS è quello di studiare i terremoti di Marte, studiando come le onde sismiche dei terremoti di Marte si muovono sulla crosta del pianeta, alla ricerca di informazioni sulla struttura interna del pianeta.

All’inizio della sua attività su Marte, il sismometro di InSight non ha ottenuto grandi risultati e la crosta di Marte sembrava non voler far ascoltare la sua voce. Ma ad Aprile è arrivata finalmente la prima registrazione, quella di un terremoto dallo strano suono, simile al verso di un’anatra, con un’intensità davvero sorprendente, se paragonata alle precedenti registrazioni.

 

I terremoti marziani potrebbero rivelare la natura del Pianeta Rosso

Di tutte le registrazioni effettuate da InSight, oltre 100, soltanto 21 sembrano essere con certezza dei terremoti. Per gli altri eventi non si escludono invece anche altre cause. I 100 eventi registrati possono ora essere ascoltati da tutti, grazie al video recentemente rilasciato dalla NASA. In 90 secondi possiamo ascoltare mesi e mesi di ascolto da parte di InSight della voce oscura del Pianeta Rosso.

Tra questi vi sono in particolare due eventi che sembrano aver particolarmente colpito i ricercatori. Si tratta di due terremoti che hanno avuto luogo il 22 maggio 2019 (ovvero il 173 ° giorno marziano della missione, o Sol) e il 25 luglio 2019 (Sol 235). Entrambi gli eventi sismici sono stati registrati dai sensori del Seis a banda molto ampia, ovvero i più sensibili alle basse frequenze.

La magnitudo dei terremoti è stata registrata attorno ai 3,7° per il Sol 173 e 3,3° per il Sol 235. Entrambi i terremoti sono stati percepiti come un leggero rombo del terreno, ed il Sol 235 sembra intensificarsi sul finale. Dalle caratteristiche in particolare di questi due terremoti, i ricercatori hanno dedotto che la crosta marziana potrebbe avere una struttura a mista, tra quella terrestre e quella lunare.

 

Un continuo allenamento per isolare la voce di Marte da quella del vento e della sonda stessa

Il gruppo di ricerca per poter estrapolare questi suoni ha comunque il suo bel da fare. Il suono delle vibrazioni della crosta marziana, provocate dai terremoti, va infatti scisso dalla miriade di suoni e rumori catturati dal SEIS, tra cui i movimenti stessi del rover ed il sibilo dei venti di Marte. Ma nel tempo InSight ed il suo team, hanno imparato a riconoscerli e ad isolarli, estrapolando così gli affascinanti suoni dei terremoti di Marte.

 

Conoscere Marte per capire la Terra

Ma l’analisi dei terremoti non è l’unica arma a disposizione di InSight per cercare di carpire i segreti del cuore profondo di Marte. Il lander è infatti dotato di numerosi strumenti, tra cui anche una sonda di calore, che ci fornirà preziose informazioni sulla temperatura della crosta del Pianeta Rossa, fino ad una notevole profondità. Inoltre ha anche una trivella che, terreno permettendo, può spingersi molto a fondo nel terreno misterioso di Marte.

Capire come è fatto Marte, come è composto il suo nucleo ed individuare le sue caratteristiche più profonde, potrebbe essere di grande aiuto nella ricerca della nascita dei pianeti e dello stesso Sistema Solare ai suoi albori.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=m9cCuW9nIQg