Pensando all’Egitto di certo una delle prime immagini che ci viene in mente sono le Piramidi e da sempre i ricercatori cercano di svelare i misteri di questi grandi monumenti funerari. Come le hanno costruite? Qual è la verità che si cela dietro uno dei simboli dell’Antico Egitto? Una nuova ricerca potrebbe aver svelato alcuni dei misteri sulla costruzione della Grande Piramide di Giza, la più grande delle tre piramidi della piana di Giza, realizzata dall’architetto reale Hemiunu, circa nel 2560 a. C., commissionata dal faraone Cheope.

 

Cheope, il faraone della Grande Piramide di Giza

Cheope è l’ellenizzazione del nome egizio del faraone Khufu, sovrano della VI dinastia il cui nome per intero era Khnum-Khufu di cui non si conosce la nascita ma che sappiamo morì attorno al 2566 a. C. Il suo regno è collocato dunque nella prima metà dell’Antico Regno ed il suo successore fu Snefru che, con buona probabilità, era anche suo padre. Fu Cheope a commissionare l’unica delle sette meraviglie del mondo antico ancora esistente, la Grande Piramide di Giza per l’appunto.

Non conosciamo molto sul regno di Cheope e la sua storia è ancora avvolta nel mistero, così come lo è il suo enorme e straordinario monumento funebre. Cheope era probabilmente figlio di Snefru e della regina Hetepheres I e di lui ci rimane solo una statuetta in avorio, alta 7,5 cm, conservata al museo de Il Cairo. Ma da fonti antiche (Pietra di Palermo) sappiamo che durante il suo regno si fece erigere una statua alta sette metri ed un’altra che fu realizzata interamente in oro.

Nell’antico Papiro Westcar, Cheope è descritto come un faraone benevolo mentre lo storico Erodoto lo descrive, circa 2000 anni dopo il suo regno, come un tiranno che rese schiavo il popolo per erigere la Grande Piramide di Giza. Di certo sappiamo che Cheope veniva venerato a Menfi ancora durante la XVI dinastia e che in realtà il suo nome non compare mai, in nessun cartiglio, nella Grande Piramide.

 

La costruzione delle Piramidi: un mistero per gli archeologi

Uno dei più grandi misteri dietro la Grande piramide è certamente la sua costruzione. Senza i moderni mezzi e tecnologie doveva essere decisamente arduo portare a termine un simile progetto. Eppure gli antichi Egizi ce l’hanno fatta e dopo più di 4500 anni, la Grande Piramide domina ancora a Giza.

Con i suoi 146 metri di altezza, ora scesi a 139 a causa dell’erosione, e la sua larghezza di 230 m, per un peso di 7 milioni di tonnellate, la Grande Piramide è un vero colosso e la scoperta di alcuni egittologi francesi ed inglesi potrebbe finalmente far luce sulla sua costruzione.

 

Il segreto dietro la Grande Piramide di Giza è una rampa colossale

Il team di ricercatori ha infatti ritrovato, in un’antica cava nel sito archeologico di Hetnub, a sud-est di Amarna a 330 km a sud del Cairo, le tracce di una rampa a scorrimento larga 3 metri e con una pendenza di 20 gradi. Mentre gli archeologi erano alla ricerca di iscrizioni rupestri, si sono dunque imbattuti nella rampa, inserita in una scalinata ai cui bordi sono evidenti dei grossi fori profondi circa 70/80 cm.

I ricercatori ritengono che la rampa rappresenti solo una piccola parte di un ingegnoso sistema di trasporto che potrebbe aver consentito il trasporto di grandi blocchi di pietra, dalla cava alla piramide in costruzione. Per il coordinatore delle ricerche, l’egittologo Yannis Gourdon, si tratta “di un sistema di trasporto elaborato”. Egli ritiene infatti che nei grossi fori rinvenuti ai lati della rampa, fossero inseriti dei pali fino a quasi un metro di profondità, a cui potevano essere assicurate delle corde che “permettevano di issare blocchi molto ma molto pesanti”.

La prova concreta dell’esistenza di un simile sistema di trasporto dei blocchi di pietra potrebbe, potrebbe dunque avvalorare l’ipotesi, formulata da tempo, della rampa a spirale costruita attorno alla piramide per trasportare i blocchi in alto. La rampa saliva attorno alla piramide fino alla sua sommità e lungo di essa venivano fissati i pali ai quali venivano fissate le funi e le carrucole per poter trasportare i blocchi di pietra fino alla cima della Piramide, evitando al contempo che questi rischiassero di scivolare indietro.

 

La cava di Hetnub potrebbe nascondere ancora importanti reperti

La certezza che questo tipo di conoscenza fosse già in uso presso gli Egizi al tempo di Cheope, viene da due diverse iscrizioni rupestri risalenti al periodo del faraone della Grande Piramide, in cui è rappresentata la rampa.

Al momento solo una parte della rampa è stata riportata alla luce, la maggior parte di essa, 70 m circa, è invece ancora sepolta dalla sabbia nel sito di Hetnub. Mentre l’area è stata sottoposta a stretta sorveglianza gli scavi proseguono e molte altre informazioni importanti potrebbero riemergere dalla sabbia.