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L’aquila calva ha davvero subito ogni genere di situazione negli ultimi decenni: più volte si è trovata sull’orlo dell’estinzione, anche se per fortuna oggi è di nuovo considerata fuori pericolo grazie agli enormi sforzi profusi per la sua conservazione. L’animale simbolo degli Stati Uniti d’America è ufficialmente fuori dalla lista delle specie in pericolo, anche se non c’è da abbassare la guardia: i ricercatori hanno infatti scoperto un virus che sta mettendo in pericolo questa specie e che sta infettando quasi un terzo delle aquile calve presenti nel solo Nord America, afferma uno studio.

 

Non sembra esserci pace per la sfortunata aquila calva

L’epacivirus dell’aquila calva (abbreviato in BeHV) è una particolare forma di epatite C, che è invece presente nell’uomo. I ricercatori l’hanno scoperta mentre studiavano la sindrome del Wisconsin River Eagle (WRES), una malattia che ha afflitto per lungo tempo la popolazione di aquile presente nel Wisconsin per gran parte degli anni ’90. Il WRES è apparso per la prima volta intorno al 1994, quando le aquile calve della zona hanno iniziato a mostrare sintomi di debolezza, mancanza di coordinazione, tremori, vomito e convulsioni.

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È una situazione molto seria“, afferma Tony Goldberg, autore principale dello studio e professore di epidemiologia presso l’Università del Wisconsin. “Riceviamo numerosissime segnalazioni da parte di veterinari che parlano di aquile claudicanti, in preda a crisi di vomito o convulsioni. Chi ha provato a prestare le prime cure e a portarle nella clinica più vicina non ha purtroppo fatto in tempo“. A questo punto, i ricercatori del National Wildlife Health Center di Madison, nel Wisconsin, hanno cercato di capire cosa stesse succedendo.

 

La causa dell’epidemia è un virus molto aggressivo, che però sembra essere più presente nelle zone del Winsconsin

Solo vent’anni fa, il governo federale ha bandito l’insetticida DDT, che aveva devastato la popolazione di aquile. I successivi studi su queste tossine, tuttavia, hanno lasciato i ricercatori con più dubbi di prima, ma le nuove tecnologie di sequenziamento genico hanno aiutato Goldberg e i suoi colleghi a scoprire nuovi elementi, tra cui il nuovo virus, BeHV.  “Siamo nel periodo storico più prolifico se parliamo di scoprire nuove malattie e nuovi virus, il progresso scientifico ce lo permette“, afferma Goldberg. “La caccia al virus è più aperta che mai“.

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I ricercatori hanno infatti rilevato casi di BeHV in tutti gli Stati Uniti, dalla Florida allo Stato di Washington. Nel Wisconsin, l’unico Stato in cui la WRES è fonte di preoccupazione, le aquile hanno circa 10 volte più probabilità di essere infettate da BeHV. Tali schemi sollevano ulteriori dubbi sul modo di agire del virus, ove se ne riscontri la presenza. “Se è questo virus a causare questa situazione, perché stiamo registrando casi del genere limitatamente a queste zone?“, si chiede Goldberg.