Credit: Di Tangopaso - Opera propria, CC BY-SA 3.0

La Commissione Difesa del Senato ha dato il suo consenso per l’acquisto di nove velivoli e due droni P.1HammerHead, un progetto della Piaggio Aerospace.

 

Una spesa da capogiro per nuova tecnologia militare

Il sistema di droni è composto da due velivoli ed una stazione di controllo a terra, il cui costo si aggira attorno ai 160 milioni di euro, in cui sono inclusi circa 75 milioni di euro per il completamento dello sviluppo e la necessaria certificazione. Inoltre insieme ai due droni Piaggio, saranno acquistati anche nove velivoli P.180, che aggiungono altri 143 milioni e mezzo di euro alla spesa.

Ma il preventivo non finisce qui. Al prezzo dei velivoli vanno aggiunti altri 18,3 milioni di euro per l’ammodernamento dei velivoli già in possesso delle forze armate. In totale si tratta di 19 velivoli di cui 11 appartengono all’aeronautica, 3 all’esercito, 2 alla marina e 2 ai Carabinieri.

Ma, nonostante l’approvazione della Commissione Difesa del Senato, bisogna comunque attendere il parere della Commissione Bilancio. 

 

P.1 HH HammerHead: droni con tecnologia italiana

Il P.1 HH HammerHead è un drone, ovvero un aeromobile a pilotaggio remoto (APR), prodotto e progettato dalla casa italiana Piaggio Aerospace. Questo drone è in grado di svolgere missioni di sorveglianza, ricognizione ed attacco.

Questo tipo di droni infatti, possono sia svolgere missioni di pattugliamento che missioni di Intelligence Surveillance Reconnaissance (ISR). Ma sono anche in grado di rispondere a diverse minacce tra cui attacchi terroristici. Le caratteristiche di questi droni gli consentono anche di proteggere siti critici da eventuali attacchi.

Tutto ciò è possibile grazie alle sofisticate apparecchiature di cui sono dotati i droni, che li rendono in grado di sorvegliare ampi spazi ed anche individuare obiettivi specifici. Sarà dunque possibile utilizzarli anche per il monitoraggio di zone disastrate e ambientale.

Il P.1HH è un drone di categoria MALE (medium altitude, long endurance – media quota, lunga autonomia) ed è capace di raggiungere la quota di 13.700 metri con una permanenza in volo di oltre 16 ore. La sua componente propulsiva presenta eliche spingenti che gli permette di raggiungere velocità elevate. La sezione esterna delle ali è rimovibile rendendo il drone trasportabile.

La stazione di controllo a terra incorpora sistemi satellitari che consentono il controllo remoto dei sistemi di navigazione e di missione. I droni saranno costruiti in partnership con altre grandi società italiane.