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Uno dei lasciati peggiori del genere umano e la spazzatura che ci lasciamo dietro. Oltre ad inquinare il mondo, spesso e volentieri finisce per danneggiare la fauna. Che siano pesci nei mari o mammiferi sulla terra, spesso e volentieri ci sono vittime. C’è anche da dire che ogni tanti qualche esemplare riesce ad adattarsi meglio tanto che finisce per usare tali rifiuti a loro vantaggio. Un esempio è quello registrato recentemente da alcuni ricercatori presso il santuario protetto per gli uccelli marini al largo della costa della Cornovaglia.

È un santuario il cui accesso agli umani è stato vietato categoricamente eccetto in con il permesso delle autorità competenti. Nonostante questo, i biologi hanno trovato per anni mucchi di elastici nei nidi, anche se sarebbe più giusto dire che erano quest’ultimi erano proprio fatti di tali elementi. Come si sono arrivati li? Ci sono stati dubbi in merito, ma finalmente è arrivata la risposta.

 

I nidi del santuario: resti e altro

La dichiarazione di Mark Grantham del West Cornwall Ringing Group: “Abbiamo notato per la prima volta le bande durante una visita di monitoraggio durante la stagione riproduttiva e siamo rimasti perplessi sul perché ce ne fossero così tanti e su come fossero arrivati. Per evitare di disturbare gli uccelli nidificanti, abbiamo fatto un viaggio speciale in autunno per ripulire i rifiuti. In appena un’ora abbiamo raccolto migliaia di bande e manciate di rifiuti di pesca.

In alcuni casi li stanno portando indietro volontariamente gli uccelli, mentre nella maggior parte dei casi involontariamente. Nel momento in cui vanno a caccia inoltrandosi sulla terra ferma finisco anche per ingoiare gli elastici confondendoli per vermi.