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Donare il sangue per alcuni è una scelta di vita, un operazione semplicissima che si fa per aiutare qualcuno, uno sconosciuto la maggior parte dei casi. Per altre persone, quelle che ricevono le trasfusioni, sono essenziali. Sebbene ci sono gli individui che si impegnano a donare il frutto del loro corpo, una recente ricerca condotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ha evidenziato come a livello globale ci sia in realtà una crisi di scorte.

Sono stati presi in esame 195 paesi e su questi, 119 non avevano abbastanza sangue nelle banche preposte per soddisfare le esigenze ospedaliere; si intendono le necessità semplice e non eventuali casi gravi. Ovviamente ci tratta dei paesi più poveri, molti dell’Africa sub-sahariana centrale, orientale e occidentale, Oceania e molti dell’Asia meridionale. In questi paesi mancano all’appello 102.359.632 unità di sangue. In altri dati, ogni anno vengono raccolte 100 milioni di unità nel mondo e il 42% arriva dai paesi del primo mondo che nel complesso hanno il 16% della popolazione mondiale.

 

Donare sangue

La dichiarazione di Christina Fitzmaurice, ematologia presso l’Università di Washington: “Altri studi si sono concentrati sulla sicurezza del sangue, come il rischio di trasmissione di infezioni come l’HIV, ma la nostra è il primo a identificare dove si trovano le carenze più critiche e quindi dove la maggior parte del lavoro deve essere svolto dai governi per aumentare la donazione, aumentare i servizi di trasfusione e sviluppare alternative“.

Un aspetto cardine di questa crisi di sangue è il fatto che in quei paesi sempre più persone riescono ad accedere alle cure di base. Questo accesso non è supportato da un aumento delle donazione e quindi si crea un deficit. Molti di questi dovranno attuare delle strategie ben mirate o chiedere aiuto ad altre nazioni.