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Ormai dovremmo averlo capito, alcuni alimenti fanno male a noi, alla nostra salute, e altri fanno male al pianeta per il mondo con cui la filiera funziona. Uno studio ha voluto prendere in esame nello specifico tale binomio ovvero una dieta più salutare per noi e per l’ambiente. Il risultato è che effettivamente le due cose si possono collegare e se prima lo si poteva immaginare, tale ricerca pone delle solide basi da cui prendere spunto.

La dichiarazione di David Tilman, ecologo presso l’Università del Minnesota: “Questo studio dimostra che mangiare più sano significa anche mangiare in modo più sostenibile. Normalmente, se un prodotto alimentare è buono per un aspetto della salute di una persona, lo è anche per altri risultati sulla salute. Lo stesso vale per i risultati ambientali.

 

Lo studio: dieta e ambiente

Per arrivare a questo risultato, il team ha preso in esame 15 gruppi alimentari, sia vegetali che animali: carne rossa, bianca, pesce, uova, latte e derivati, frutta, legumi, noci, patate, cereali, verdure, olio d’oliva e bevande zuccherate. Per ognuno di questi sono stati studiati 5 diversi impatti sull’ambiente e cinque sull’uomo.

Per quanto riguarda l’ambiente sono stati considerati i costi agricoli, emissioni di gas serra, uso del suolo, dell’acqua e inquinamento. Per la salute ci sono diverse patologie ovvero diabete di tipo 2, ictus, malattie cardiovascolari, cancro del colon-retto e mortalità in generale; per tutti questo è stato preso in esame il consumo medio giornaliero per una persona.

Il risultato dello studio? Semplicemente che ogni alimento che risulta lontano dal causare una delle patologie sopracitate presentava anche i valori più bassi nei cinque punti legati all’ambiente. L’unica eccezione dei cinque alimenti sono state le bevande zuccherate in quanto sono si dannose, ma la loro impronta ambientale è piuttosto bassa.

In sostanza: “Le transizioni dietetiche verso un maggiore consumo di alimenti più sani generalmente migliorerebbero la sostenibilità ambientale, sebbene gli alimenti trasformati ricchi di zuccheri danneggino la salute ma possano avere impatti ambientali relativamente bassi”.