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Plastica, un materiale praticamente perfetto per l’uso che l’uomo ne ha fatto, tranne per alcuni piccoli, ironicamente parlando, problemi. Uno di questi è il fatto che siamo pigri e che tendiamo a buttare i rifiuti plastici dovunque forche dove di dovere. Il materiale viene usato apposta per conservare sul medio periodo molti prodotti e questa caratteristica poi si ripercuote sull’ambiente in quanto ci mette fin troppo a degradarsi e quando lo fa, anche le microparticelle risultano essere un problema.

Quest’estate era nata una challenge, una di quelle che spingono le persone ad imitare il tutto. Per una volta era una challenge profonda che consisteva nel ripulire zone piene di spazzatura. In molti si sono mosso in tutto il mondo per ripulire la terra. Nel farlo sono stati ritrovati molti rifiuti plastici. In alcuni casi, quasi le metà di quest’ultimi presentavano una scritta ben nota, Coca-Cola.

 

Plastica e l’inquinamento

È il secondo anno che il colosso arriva primo nella classifica stilata dal movimento ambientalista Break Free From Plastic. Una dichiarazione di Von Hernandes, coordinatore globale del movimento: “Questo rapporto fornisce ulteriori prove del fatto che le aziende devono urgentemente fare di più per affrontare la crisi dell’inquinamento da plastica che hanno creato. La loro continua dipendenza dagli imballaggi in plastica monouso si traduce nel pompare più plastica da buttare nell’ambiente. Il riciclaggio non risolverà questo problema“.

Ovviamente non viene data la colpa a Coca-Cola di avere messo la plastica in quei luoghi, quella colpa è solo delle persone e di altre società che non smaltiscono correttamente. La colpa, se così si può definire, che si fa ai colossi è di cercare di ridurre la dipendenza dalla plastica e trovarne alternative più valide.