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La politica agricola comune (abbreviata con la sigla PAC) adottata dall’Unione Europea potrebbe dover essere rivista con una certa urgenza, allo scopo di fermare l’intensificazione di alcune pratiche agricole che stanno mettendo in serio pericolo diverse specie animali, secondo quanto dichiarato da alcuni dei maggiori esperti europei in materia. Cinque organizzazioni, in rappresentanza di oltre 2.500 esperti, hanno infatti scritto a Ursula von der Leyen, neo-presidente della Commissione europea e al Parlamento europeo, segnalando la necessità di alcuni cambiamenti alla PAC per regolamentare l’agricoltura.

 

Secondo gli esperti, è necessaria una revisione profonda della normativa europea in materia di agricoltura (PAC)

In base alle norme attuali, gli agricoltori ricevono degli incentivi statali per coltivare i propri terreni e possono anche richiedere sussidi supplementari per proteggere l’ambiente e preservare la fauna e la flora nell’esercizio della loro attività. Questo sistema è considerato sicuramente un passo avanti notevole rispetto al precedente sistema, che aveva infatti incoraggiato un eccesso di offerta in alcune aree, assegnando sussidi in base ai risultati della produzione.

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Tuttavia, l’attuale PAC, che costa ai contribuenti europei circa 60 miliardi di euro all’anno, sta trasformando le aree rurali in immense distese verdi (polemicamente definiti “deserti verdi”) di monocolture che rendono la zona inabitabile, secondo alcune delle più importanti organizzazioni ambientali europee: l’Unione ornitologi europea, la Fondazione europea dei mammiferi, la Societas Europaea Herpetologica, la Societas Europaea Lepidopterologica e la Butterfly Conservation Europe.

 

La tutela della biodiversità deve necessariamente passare per una regolamentazione più precisa in materia di tecniche di coltivazione

Le misure di inverdimento nella PAC sono spesso inefficaci se intendiamo mantenere o ripristinare la biodiversità, anche perchè troppo spesso la sua attuazione non è sufficientemente controllata“, hanno scritto alcune di esse. “Gli attuali regimi agro-ambientali sono sotto finanziati e non abbastanza specifici al fine di contenere l’entità del danno alla biodiversità arrecato dagli irresponsabili metodi di coltivazione dei terreni agricoli“.

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Harriet Bradley, responsabile della politica agricola dell’UE presso BirdLife Europa, ha dichiarato in proposito: “Le prove scientifiche parlano da sole: l’agricoltura intensiva sta distruggendo la natura. Se la PAC non viene riformata, le promesse del Green Deal sottoscritto dai paesi europei sulla tutela della biodiversità saranno solo parole al vento“. C’è da considerare, infine, che in paesi come il Regno Unito gli agricoltori non riceveranno più sussidi per l’agricoltura dopo la Brexit, anche se il premier Johnson ha assicurato pieno sostegno agli operatori agricoli in questo momento particolarmente difficile.