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Nel profondo degli oceani al di sotto della fossa delle Marianne nel Pacifico, un team di scienziati ha scoperto un incredibile e vasto “giardino” di vetro vulcanico. Questa vasta e straordinaria area è il frutto dell’eruzione vulcanica più profonda mai conosciuta sulla Terra. Il fenomeno geologico si è verificato nel 2015, a circa 4/4,5 chilometri al di sotto del livello medio del mare.

Situato quasi ai margini della fossa delle Marianne, questo sito si estende per oltre sette chilometri sulla regione della Mariana Trough, un bacino ad arco nel Pacifico occidentale. Secondo i ricercatori, il vetro si è formato a seguito dell’immediata solidificazione del magma dopo aver trovato flussi di acqua fredda.

Dopo l’eruzione, il calore iniziale della lava ha iniziato a svanire e le correnti hanno portato diverse specie marine ad abitare nell’area, favorendo la creazione di nuove specie, ha spiegato la National Oceanic and Atmospher Administration (NOOA). “I vulcani sottomarini possono aiutarci a capire come funzionano i vulcani terrestri e come influenzano la composizione chimica degli oceani, che possono influenzare in modo significativo gli ecosistemi locali“, ha affermato il geologo NOAA Bill Chadwick.

 

Un’opportunità più unica che rara

Per tutti questi motivi, questa è una rara opportunità per studiare le eruzioni vulcaniche sottomarine, poiché queste sono di solito scoperte solo molto tempo dopo che si è verificata l’eruzione stessa. Finora sono stati rilevati solo 40 flussi di lava. “È un’opportunità di apprendimento speciale e siamo riusciti a trovarla“, ha detto un altro dei ricercatori, il geologo Bill Chadwick.

La prima visita con equipaggio alla Fossa delle Marianne, situata a 11.034 metri di profondità al confine convergente tra le placche tettoniche del Pacifico e delle Filippine, è stata effettuata dagli Stati Uniti nella persona di Don Walsh e dallo svizzero Jacques Piccard nel 1960.

Nel 2012, il regista James Cameron ha ripetuto l’impresa, diventando la prima persona a raggiungere l’area in solitaria.