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Che alcune malattie una volta sotto controllo, o addirittura quasi sul punto di sparire, stiano tornando a farsi sentire, è ormai cosa risaputo. La causa principale, e spesso l’unica causa, è la diffidenza sempre più crescente che c’è verso i vaccini. A Samoa, come in altri parti del mondo anche più agiate economicamente, è scoppiata un’epidemia di Morbillo, solo che in questo caso è molto più grave di tutti gli altri. Si parla già di oltre 60 morti e per questi il governo ha dovuto dare mano alla propria tattica per il controllo delle malattie.

Come hanno deciso di affrontare questa emergenza sanitaria? Usando un tecnica vecchia di secoli. Non si tratta di erbe miracolose o cose del genere, non è di per se un trattamento al fine di curare la malattia, ma semplicemente un modo per impedire il diffondersi della stessa. I funzionari del governo hanno iniziato ad appendere bandiere rosse fuori dalle case degli individui non vaccinati.

L’epidemia di morbillo

Ovviamente lo scopo non è quello di far scatenare la folla su questi individui che hanno deciso di non vaccinarsi, ma piuttosto servirà alle squadre addette a passare di porta in porta per fare i richiami gratuiti. Gli abitanti sono 200.000 quindi ci vorrà uno sforzo massiccio anche per hanno intenzione di farlo in pochissimi giorni.

La priorità ce l’hanno i bambini sotto i 4 anni, ma in ogni caso il vaccino sarà somministrato in modo gratuito agli individui fino ai 60 anni. Lo scopo è di raggiungere una copertura vaccinale del 90% e anche più alta se si prendono i bambini della fascia di età detta poc’anzi. Attualmente la copertura vaccinale è di appena 55%.