zattera

I geologi sono riusciti a scoprire l’origine dell’enorme “zattera” di roccia galleggiante nell’Oceano Pacifico, una distesa di roccia vulcanica due volte più grande di Manhattan! Essi sostengono che la massa di pietra pomice di 150 chilometri quadrati sia stata prodotta dall’eruzione di un vulcano sottomarino, che dista 50 chilometri a nord-ovest dell’isola di Vava’u. La posizione del vulcano, semplicemente noto come Vulcano F, è stata scoperta grazie alle immagini satellitari, che ritraevano enormi colonne di fumo riconducibili all’eruzione.

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La gigantesca zattera è stata inizialmente avvistata vicino alla posizione del vulcano da una coppia australiana che navigava nel Pacifico, durante il mese di agosto. “Quando ho visto i rapporti sulla zattera di pomice in estate, sono diventato curioso e ho iniziato a fare ricerche con i miei colleghi“, ha dichiarato Philipp Brandl, autore dello studio. Il dottor Brandl e il suo team hanno infatti studiato le immagini di un satellite dell’Agenzia Spaziale Europea, Copernicus Sentinel-2: le tracce dell’eruzione corrispondono esattamente alle mappe del fondo marino in possesso degli scienziati, che la squadra aveva già esaminato.

 

La “zattera” può costituire un pericolo per le navi che percorrono quelle rotte

Le tracce di eruzione sono perfettamente compatibili con la posizione del vulcano F“, ha affermato il dottor Brandl. Il team aveva precedentemente utilizzato la scansione sonar tra dicembre 2018 e gennaio 2019 per esaminare il fondale marino attorno al vulcano. Il pavimento della grande caldera centrale del vulcano, ossia la cavità che si forma poco dopo lo svuotamento di una camera magmatica, è posta a circa 700 metri sotto la superficie dell’acqua. Il team ha poi tracciato la deriva della zattera fino a metà agosto: questa si è lentamente spostata verso ovest ed è arrivata a coprire un’area di 167 chilometri quadrati.

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La coppia che ad agosto ha notato per la prima volta il curioso fenomeno, si era imbattuta nella zattera nei pressi delle acque dello Stato insulare di Tonga e ne raccolse dei campioni, alcuni anche molto grandi. Avendo raccolto rocce dalle dimensioni di un pallone da calcio, i due avevano già avvertito le autorità dei rischi legati alla presenza di queste rocce sulla superficie dell’acqua, soprattutto per le imbarcazioni che solcano quelle acque.