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Una manta chiamata “Whoopi”, visitatore abituale del Ningaloo Reef in Australia, potrebbe aver aiutato gli scienziati dell’Università del Queensland e della Murdoch University ad ottenere informazioni estremamente importanti riguardo l’impressionante capacità di rigenerazione di questi straordinari animali. Whoopi, che ha nuotato insieme a migliaia di turisti nel corso degli anni trascorsi nel reef, venne colpita da una barca nel 2015, subendo tagli estremamente profondi ad una delle sue ali.

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La dottoressa Christine Dudgeon, della School of Biomedical Sciences dell’Università del Queensland, ha affermato che incidenti del genere sono relativamente rari, ma possono costare molto caro alle sventurate mante che ne cadono vittime. “Le mante non emergono per respirare, cosa che a prima vista potrebbe lasciare intendere che gli impatti con le imbarcazioni siano cosa eccezionale“, ha detto la dottoressa Dudgeon. “Ma questi animali, come gli squali balena o gli squali tigre, trascorrono molto tempo nelle acque superficiali, soprattutto per nutrirsi“.

 

La manta che aveva riportato serie ferite è riuscita a rimarginarle già dopo pochi giorni dall’incidente

La maggior parte dei danni a questi miti animali sono attribuibili non solo ai loro predatori naturali, ma anche a causa della pesca selvaggia e dei suddetti scontri con le barche. Le ferite di Whoopi sono una prova eloquente di questa possibilità“, continua Dudgeon. Tuttavia, le mante e alcune specie di squali sono dotati di un’elevata capacità di guarigione “Ciò è probabilmente dovuto, almeno in parte, ad un sistema immunitario adattivo unico nel suo genere“, ha detto la dottoressa Dudgeon. “Il fatto è che solo pochi studi hanno studiato questo fenomeno, ragion per cui è ancora difficile dare risposte precise in merito“.

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Per indagare ulteriormente su questo fenomeno, i ricercatori hanno confrontato le fotografie scattate nella zona della costa di Ningaloo negli ultimi 15 anni e hanno trovato prove di una maggiore frequenza diattacchidi barche ai danni delle mante di quanto si pensasse in precedenza. Il professor Anthony Richardson, del Center for Applications in Natural Resource Mathematics dell’Università del Queensland, ha dichiarato che i risultati sulle ferite della manta sono stati impressionanti. “Whoopi ci ha mostrato quanto velocemente queste creature possano guarire“, ha detto. “Le sue ferite erano guarite del 50% solo 46 giorni dopo lo scontro con la barca“.