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La situazione a livello climatico è disastrosa. Ci sono valori che da quando l’uomo ha iniziato a registrare non sono mai stati raggiunti; un esempio è la concentrazione di anidride carbonica nell’aria o le temperature raggiungente nella notte di Natale. Il clima non se la passa bene e i paesi non sembrano intenzionati a fare dietrofront per invertire questa situazione. Capisci che è un film di fantascienza quando lo scienziato propone un piano per salvare il mondo e il clima e tutti i governanti lo approvano. Nella realtà non succede. I piani ci sono sono, ma in molti preferiscono guardare al proprio orticello.

 

Il piano per salvare il clima e la Terra

Alcuni ricercatori della Stanford hanno progettato qualcosa di nuovo, un piano talmente ambizioso che potrebbe realmente funzionare. Inizialmente prevederebbe un investimento di 73 trilioni di dollari da parte di 143 stati. Uno sforzo economico che apparentemente verrebbe ripagato in appena 7 anni grazie ai posti di lavoro che ci creerebbero. La meta sarebbe far passare questi paesi all’uso esclusivo di energia pulita entro il 2050. Uno sforzo del genere porterebbe ad un abbassamento delle temperature in media di 1,5 gradi Celsius.

Un tale progetto all’inizio sarebbe molto complicato da portare avanti. Creare nuove infrastrutture e sistemi per lo stoccaggio di energia elettrica così di impianti in grado di generarla. Ci sarebbe un aumento dei terreni utilizzati, ma per fare questo si creerebbero quasi 30 milioni di posti di lavoro. Di fatto risulterebbe in una transizione dolorosa dal punto di vista finanziario, ma andrebbe a ripagarsi nel giro di un decennio.

Attualmente sono 60 i paesi che hanno approvato leggi il cui intento è di passare all’usare energia elettrica prodotto esclusivamente da fonti pulite. Non è abbastanza per “aggiustare” il clima.