schiuma

I bevitori di birra potrebbero presto godersi una birra schiumosa fino all’ultimo sorso, grazie ad una nuova ricerca su questo tipo di schiume, alimentari e non. Sostanze come birra e shampoo contengono infatti additivi per renderli schiumosi; per capire in che modo i diversi additivi influenzino la persistenza delle bolle all’interno della schiuma, gli scienziati hanno sottoposto questi liquidi a fasci di neutroni e hanno analizzato il modo in cui essi sono stati riflessi.

 

La struttura e la composizione della schiuma potrebbe essere adattato a ciascun tipo di prodotto, alimentare e non

Essi ne hanno dedotto che la comprensione del modo in cui gli additivi influiscono sulla struttura delle bolle potrebbe consentire ai produttori di mettere a punto un tipo di schiuma appropriato in base al tipo di prodotto. E ciò potrebbe anche essere usato per sviluppare prodotti più efficaci per ripulire i nostri oceani dalle sostanze inquinanti, migliorando l’azione dei detergenti a base di petrolio, oppure per rendere la schiuma antincendio più densa e più efficace.

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Le schiume vengono utilizzate in molti prodotti e i produttori hanno cercato a lungo di migliorarli, in modo che siano più rispondenti e efficienti allo scopo per cui sono stati ideati“, ha affermato il dottor Richard Campbell dell’Università di Manchester. I ricercatori hanno però seguito una strada diversa: “È stato solo attraverso l’uso di neutroni in una struttura leader a livello mondiale che è stato possibile effettuare questa scoperta, perché solo questa tecnica di misurazione può dirci come i diversi additivi si dispongono sulla superficie del liquido per fornire stabilità allo strato di schiuma“.

 

Secondo gli scienziati, anche i produttori potrebbero giovarsi di questa scoperta

Mentre il comportamento delle schiume costituite da liquidi contenenti un solo additivo è già conosciuto piuttosto bene dagli scienziati, la comprensione del comportamento di liquidi contenenti più additivi, come quelli dei prodotti di consumo come la birra, è rimasta più inesplorata. Il dottor Campbell e il suo team hanno condotto le ricerche presso l’Istituto Laue-Langevin di Greonble, in Francia, uno dei principali centri di ricerca al mondo che utilizzano la strumentazione necessaria al procedimento di “diffusione dei neutroni“.

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Per decenni gli scienziati hanno cercato di capire come controllare la durata e la stabilità delle schiume prodotte da liquidi che contengono additivi misti“, ha affermato il dottor Campbell. “Riteniamo che questo lavoro rappresenti una prima indicazione, affinchè il nostro nuovo approccio possa essere applicato ad una serie di sistemi per aiutare lo sviluppo di prodotti che possano avere un impatto sulla scienza dei materiali e sull’ambiente. Anche le aziende trarrebbero beneficio da una comprensione scientifica del problema“.