Lo stormquake è un evento sismico di lieve intensità che si verifica in concomitanza con grandi tempeste. Questo è quanto hanno osservato i ricercatori della Florida State University che li hanno scoperti casualmente.

 

Nome terrificante per un evento non “pericoloso”

Come dice il suo nome, lo stormquake è un terremoto generato dall’energia rilasciata da grandi eventi atmosferici, quali uragani e Nor’easters, ossia i cicloni che interessano la East Coast o il Nord America. Potrebbe far immediatamente pensare a un cataclisma contenuto in un romanzo apocalittico: eppure, si tratta di terremoti di lieve intensità. Infatti, i ricercatori dell’Ocean and Atmospheric Science della Florida State University hanno misurato l’intensità di oltre 14 mila stormquake e nessuno ha superato i 3,5 gradi. Un sisma di tale intensità viene avvertito in un’abitazione, in quanto in grado di far oscillare leggermente gli oggetti appesi. Ma non è sempre percepibile. A preoccupare, perciò, non è l’evento sismico ma quanto avviene nell’atmosfera.

 

Uno strano segnale dalla Terra

Questa casuale scoperta è stata resa nota lo scorso ottobre, dopo un anno di studi, ed è stata oggetto di discussione al Meeting dell’Acoustical Society of America. Infatti, i ricercatori della Florida inizialmente erano intenti a studiare i terremoti di bassa intensità, che possono essere scambiati con il rumore di fondo del nostro pianeta. Solo allora hanno rilevato, attraverso la rete di sismografi, strane scosse della durata di giorni. Infatti, Catherine de Groot-Hedlin, ricercatrice allo Scripps Institution of Oceanography alla University of California di San Diego, spiega che la fonte nel caso degli stormquake è ben localizzabile. Mentre la fonte del rumore sismico ambientale è puramente casuale.

Il fenomeno avviene in particolari circostanze: si verificano in aree caratterizzate da un esteso pavimento oceanico sommerso e mai tra maggio ed agosto. La potenza della tempesta non implica l’evento, secondo i ricercatori, sebbene essa deve essere sufficientemente potente da smuovere il fondale oceanico. Quindi un ruolo importante potrebbero giocarlo la traiettoria dell’uragano e la profondità dell’oceano. Durante la conferenza, i ricercatori hanno precisato che il meccanismo che porta a uno stormquake è ancora sconosciuto: le ricerche sull’argomento sono solo ad una fase iniziale.

Infatti, ancora non è stato coniato un equivalente italiano per questo evento prettamente americano: si parlerà di terremoti-tempesta o, sulla stessa scia di “maremoto”, si opterà per tempestamoti?