Anche quest’anno la scienza e la ricerca si sono trovate di fronte a numerose sfide, molte delle quali ci hanno regalato intensi momenti di soddisfazione, mentre altre ci hanno lasciato con l’amaro in bocca. Ma vediamo quali sono stati i momenti più importanti, dal punto di vista scientifico, di questo anno che sta per finire.

 

Una svolta per la scienza: la prima foto di un buco nero

Sicuramente l’evento che segna un punto di svolta nello studio dello spazio è ciò che ci ha regalato l’Event Horizon Telescope, ovvero la prima fotografia mai ottenuta di un buco nero. Fino ad ora avevamo ottenuto solo prove indirette dell’esistenza di questi misteriosi corpi celesti, la cui esistenza fu ipotizzata da Einstein oltre 100 anni fa, ora possiamo osservare l’immagine di uno di essi, quello al centro della galassia Messier 87.

E forse quest’anno è stato davvero un anno spaziale, dall’osservazione dell’infinito Universo abbiamo infatti tratto numerose soddisfazioni. Un anno iniziato con il sorvolo della sonda New Horizons del corpo celeste più lontano mai esplorato dall’uomo. Esattamente il 1° Gennaio del 2019, la sonda NASA si trovò alla sua minima distanza da 486958 Arrokoth, anche conosciuto come Ultima Thule. Il progetto, di cui fa parte anche il chitarrista dei Queen, nonché astrofisico, Brian May, ci ha fornito moltissime informazioni sulle origine del nostro Sistema solare.

 

La Luna: l’osso duro de 2019

Pochi giorni dopo un altro successo spaziale: l’atterraggio della sonda cinese Chang’e 4 sulla faccia nascosta della Luna, di cui ci ha fornito molte informazioni. Ma il nostro satellite ha fatto conoscere il suo vero lato oscuro ad altri due lander, che hanno trovato invece il fallimento sul suolo lunare.

La prima di esse fu Beresheet, la prima sonda privata e la prima israeliana a tentare di raggiungere la Luna. Un tentativo fallito, ma che ha lasciato sul nostro satellite una bandiera di Israele, alcune informazioni sul nostro Pianeta e sulla nostra cultura ed una manciata di tardigradi disidratati ed immobilizzati. Dopo solo 5 mesi, a Settembre, un’altra sonda si è schiantata sulla superficie lunare, il lander indiano Vikram parte della missione Chandrayaan 2.

 

L’anno degli asteroidi: i segreti di Ryugu e Bennu

Ma se la Luna si è rivelata un osso duro per la scienza in questo 2019, molto più disponibili sono invece apparsi i piccoli corpi celesti come Ryugu e Bennu. Questi due asteroidi infatti hanno rivelato molti dei loro segreti alle sonde che li osservano. Hayabusa 2, della JAXA Japan Aerospace eXploration Agency), raggiunse Ryugu nel 2018, ma quest’anno è riuscita nel suo intento di eseguire la raccolta dei campioni che sta ora riportando sulla Terra. Il 13 novembre hanno infatti avuto inizio le procedure per il suo rientro a casa.

Mentre la sonda OSIRIS-REx della NASA continua il suo studio di Bennu, cercando un punto per atterrarvi, ha intanto scoperto un insolita attività sull’asteroide.

Ma l’anno spaziale non finisce così. Proprio a dicembre abbiamo assistito al passaggio della prima cometa interstellare a transitare nel nostro sistema Solare. Anche sulla ISS è stato un anno grandioso per la scienza, con la prima passeggiata spaziale tutta al femminile, di cui sono state protagoniste le astronaute Christina Koch e Jessica Meir. Un’altra passeggiata spaziale di notevole importanza è quella dell’attuale comandane della ISS, Luca Parmitano, con la sua missione Beyond.

 

Tecnologia: la scienza dei computer quantistici

Per quanto riguarda la tecnologia e l’informatica, la più grande vittoria della scienza è sicuramente il chip Sycamore di Google. Questo chip quantistico si è mostrato in gradi di effettuare in 3 minuti e 20 secondi, un calcolo che un processore tradizionale effettuerebbe in 10 mila anni.

 

Una vaccino per l’Ebola e la cura per alcune malattie infettive

Altre soddisfazioni per le sfide scientifiche del 2019 arrivano dalla ricerca per le cure a malattie infettive e non solo. Il 2019 ci ha portato infatti, un vaccino finalmente efficace per l’Ebola, una vera vittoria data la grave crisi dell’epidemia in Congo. Un altro virus è stato invece definitivamente debellato, il poliovirus 3, contribuendo alla lotta per la totale eliminazione della poliomielite.

Altri passi avanti sono stati fatti nell’ambito di nuove strategie contro la malaria e contro l’HIV. Per quest’ultimo è infatti in sperimentazione un vaccino molto promettente ed un paziente è guarito dalla malattia dopo un trapianto di midollo osseo. Si tratta solo del secondo caso di questo tipo, ma è davvero un enorme passo per la scienza.

 

I fallimenti della scienza: la sfida persa contro il cambiamento del clima

Ma non sono state solo rose e fiori in questo 2019. Un’importante sfida è quella che abbiamo perso contro il morbillo: 10 milioni di infezioni e 140 mila decessi a causa di questa malattia. Una situazione definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, un “fallimento collettivo”.

Ma di sicuro la più grande sfida persa nel 2019 dalla scienza, è quella contro il clima. La Cop25 di Madrid doveva essere la più importante conferenza dell’anno per discutere della crisi climatica, ma si è rivelata secondo molti un vero fallimento. La situazione climatica è disastrosa, i governi non intervengono e alcuni (USA, Australia e Brasile) ostacolano i negoziati e gli accordi sul clima. Alcuni ricercatori hanno dunque deciso che sia il momento della disobbedienza civile, dell’appoggio a movimenti e associazioni, un segnale chiaro che la crisi del clima nel 2019 non è stata affrontata nel modo corretto.

Un 2019 talmente disastroso dal punto di vista ambientale, da averci portato ad assistere alla sesta estinzione di massa: oltre 28 mila specie a rischio ed 1 milione in pericolo; il declino degli insetti e l’estinzione delle piante. Il 2019 ci ricorda dunque che occorre intervenire il prima possibile per difendere gli ambienti, gli ecosistemi, la biodiversità e la vita sulla Terra.