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Esistono diversi specie di animali acquatici che attualmente vengono allevati, per esempio i gamberi. Tra queste specie però non sembrano esserci i polpi, o meglio non ufficialmente. Questo potrebbe cambiare visto che la domanda di carne di polpo sta sensibilmente aumentando a livello globale. Considerando che il pescato di quest’ultimi è molto variabile, qualcuno potrebbe pensare di poter iniziare una redditizia attività come allevatori di questi particolari animali. Alcuni ricercatori lo sconsigliano vivamente.

Le motivazioni dietro l’appello a evitare di allevale i polpi sono diversi. Molti sono in realtà condivise con le altre tipologie di allevamento come la diffusione di malattie, la perdita di habitat e l’accumulo incontrollato di rifiuti di origine animale che possono causare inquinamento di azoto e fosforo. C’è un altro punto che però spaventa particolarmente gli autori di uno studio in merito a questa questione.

 

Allevamento di polpi: troppi sprechi

I polpi sono carnivori. Sono degli eccellenti predatori. Mettere su un allevamento di questo genere porterebbe la necessità di usare una grande quantità di altro pescato solo per nutrirli. Come qualcuno saprà, attualmente l’uomo sta mettendo a dura prova la vita ittica. Si pesca più di quello che il mare riesce a produrre, in termini di esemplari. Se dovessimo usare altro pesce solo per nutrire enormi allevamenti di polpi, la situazione peggiorerebbe in molto alquanto drastico.

Le parole degli autori delle studio: “Nutrire la maggior parte degli animali acquatici d’allevamento esercita un’ulteriore pressione sui pesci selvatici e sugli invertebrati per la farina di pesce. Circa un terzo delle catture globali di pesce viene trasformato in mangime per altri animali, circa la metà dei quali è destinato all’acquacoltura. Molte attività di pesca con farina di pesce sono soggette a sovrasfruttamento e stanno diminuendo“.