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Ormai siamo abituati a sentire notizie riguardanti la presenza di microplastica negli oceani. Quest’ultimo è il sottoprodotto dei rifiuti di plastica abbandonati in mare i quali non si biodegradano, ma si limitano a disgregarsi in pezzi sempre più piccoli. Essendo la Terra un ecosistema prevalentemente chiuso, questi elementi rimangono intrappolati sul pianeta, ma si muovono in giro. Molti frammenti finiscono per essere ingeriti dagli animali, ma altri preferiscono predente via alternative.

Abbiamo visto come la microplastica finisce per essere portata a riva dove si compatta sulla spiaggia fino a creare un nuovo fenomeno. Abbiamo visto anche come finisco per essere intrappolati nell’acqua che evapora il che implica che al momento della pioggia vengono scaricati un po’ ovunque. Un nuovo studio ha evidenziato un altro aspetto non esattamente piacevole. La microplastica è presente nell’aria che respiriamo.

 

Microplastica e aria

In realtà, non è una novità. Apparentemente tutte le grandi città del mondo sembrano avere questo problema, ma una più di tutte, Londra. Uno studio pubblicato su Environment International è arrivato a determinate questo dopo una serie di test che consistevano nel raccogliere la deposizione atmosferica nel città della suddetta metropoli. Il risultato è che la concentrazione è più alta di qualsiasi altra città, anche cinese. La concentrazione è venti volte quella dei Pirenei francesi.

Gli effetti sulla salute di questa situazione non è chiara, nel senso che non c’è niente di certo. I danni a lungo termine non sono conosciuti, ma la presenza di microplastiche nell’aria è collegata a infiammazioni croniche della vie respiratorie, anche malattie polmonari interstiziali.