Quando si conclude un anno è inevitabile tirare le somme e fare il bilancio dell’anno appena trascorso, ma quando si conclude un decennio la questione a volte può essere diversa. Fare un bilancio di un intero decennio può infatti essere più complesso e ci porta a fare pensieri più profondi e, per così dire, epocali. Ecco dunque che c’è chi comincia a fare grandi pensieri ed a vedere la fine di un decennio come un passaggio, come la fine di un era. E pensando alla fine di un epoca, facile potrebbe essere il collegamento con La Fine. Il termine di tutto, la fine del mondo, l’Apocalisse dunque.

Ed il web è pieno di siti che citano parti di testi o di frasi, selezionate appositamente per convincere i più di un imminente apocalisse. Cercano di mostrare le loro teorie come se fossero largamente accreditate e quasi sempre sono accompagnate da complotti che vogliono far credere che la scienza e il buon senso vogliano nasconderci questi grandi verità.

Ma vediamo quali sono state le più clamorose profezie per la fine del mondo in questo decennio.

 

Le profezie dell’apocalisse che si basano su reperti storici

La profezia dei Maya

Di certo nessuno di noi dimenticherà la profezia dei Maya del 2012, che ebbe così tanta visibilità da portare addirittura alla scrittura di un film. La profezia trae il suo spunto da uno dei baktun, i calendari Maya che coprono cicli di 394 anni, al termine del quale vi era secondo i Maya un momento importante che portava al successivo baktun. In particolare riguardava proprio il termine del 13° baktun. Secondo un interpretazione popolare il termine di questo calendario coincideva con il 12/12/2012 e indicava quello che sarebbe stata la fine del mondo.

Ma nessuna relazione tra il baktun Maya e una presunta apocalisse è mai stata dimostrata, così come il termine del calendario in quel giorno preciso del 2012. Ma la teoria risultava piuttosto credibile e affascinante, e fece subito molti proseliti, che furono però fortunatamente smentiti, quando il 12 dicembre del 2012 il mondo continuò ad esistere.

 

il Ragnarok norreno

Un’altra probabile data per l’apocalisse, fu quella del 22 febbraio 2014, con un’altra profezia dalle origine pseudo storiche. La profezia della fine del mondo che iniziò a farsi strada nel 2013, fu infatti quella legata al Ragnarok. Secondo alcuni “esperti” di mitologia norrena infatti il Ragnarok, che indica, nella mitologia norrena, la battaglia finale tra le potenze della luce e dell’ordine e quelle delle tenebre e del caos, in seguito alla quale l’intero mondo verrà distrutto e quindi rigenerato, venne indicata come l’imminente fine del mondo.

In realtà l’origine di questa data per la fine del mondo non aveva nulla a che fare con la mitologia norrena né aveva origini storiografiche. Si trattava infatti di una campagna pubblicitaria del museo Jorvik Viking Centre di York. Il Ragnarok doveva infatti essere il tema dell’annuale festival vichingo del museo, che lanciò una sfrenata campagna pubblicitaria sui media, i quali però rendevano chiara la sua natura puramente fantasiosa.

Questo non ha comunque fermato molte persone dal credere che si trattasse di una vera profezia che annunciava l’imminente apocalisse.

 

L’apocalisse che viene dal cielo

Le lune di sangue

Come spesso accade la fine del mondo è spesso legata agli eventi astronomici e come non credere che un ciclo di lune di sangue possa indicare che il mondo stia per finire? Tra il 2014 ed il 2015 infatti ci fu una serie di ben 4 eclissi di luna totali. Questo particolare evento astronomico conferisce alla luna una particolare colorazione rossastra, tanto da conferirne, nei paesi anglosassoni, il nome di blood moon, ovvero luna di sangue.

Alcuni predicatori cristiani videro in questo evento un chiaro presagio dell’avvicinarsi della fine del mondo. Notizia che ben presto si diffuse ma che lasciò a bocca asciutta i suoi fan, dopo le 4 eclissi infatti nulla è accaduto ed il mondo continua ad esistere.

 

Nibiru, il pianeta assassino

Un’altra profezia legata alla minaccia dal cosmo, che vide la sua nascita negli anni ’90 del secolo scorso, fu riportata in auge in questo decennio appena trascorso, quella del pianeta assassino Nibiru. Questa pianeta errante sarebbe infatti in rotta di collisione con il nostro e lo scontro sarà fatale per tutti noi.

Negli anni ’90 l’allarme fu lanciato per avvertirci dagli alieni di Zeta Reticuli, i quali avvertirono Nancy Lieder, una donna che affermava di essere in contatto con loro. La prima volta che venne nominato Nibiru fu nei libri dello pseudoarcheologo Zecharia Sitchin. Nei suoi libri egli indicava Nibiru come il pianeta in cui, secondo l’archeologia sumera, vivevano gli dei che altri non erano, secondo Sitchin, degli alieni. Ma nei libri di Sitchin non si fa mai riferimento ad un apocalisse causata da Nibiru, ne tanto meno ad una data in cui questo sarebbe dovuto avvenire.

Altre volte Nibiru ha destato la fantasia dei sedicenti della fine del mondo. Una data doveva inizialmente essere nel 2003, poi l’autore complottista David Meade, che si definisce numerologo cristiano, predisse la collisione con Nibiru per il 23 settembre del 2017. Predizione quest’ultima che suscitò molto clamore e che tiene ancora occupati Meade ed i suoi proseliti.

 

Le profezie di San Malachia

L’ultima profezia che vogliamo ricordare è quella che vede come Papa Bergoglio, il Papa dell’apocalisse. Si tratta della profezia di Malachia, vescovo del XII secolo che sembra abbia stilato un elenco di tutti i Papi della chiesa a partire da Celestino II, secondo il quale l’ultimo sarebbe proprio Papa Francesco I.

In questa lista di San Malachia i Papi non sono però indicati con il loro nome, ma descritti da una breve frase enigmatica. L’elenco termina con il Papa denominato da Malachia come Petrus Romanus, il Papa con cui si parla di giudizio finale e della distruzione di Roma.

I dubbi sulla profezia di Malachia però sono sempre stati molto forti sin da quando se ne fecero i primi accenni nel 1590. Prima di allora infatti la profezia, scritta quasi 400 anni prima, non era mai stata conosciuta né mai se ne era parlato. Inoltre tutti i Papi fino a quella data sono descritti abbastanza accuratamente, mentre tutti quelli successivi sono molto più vaghi. Questo ha portato alla conclusione che la profezia sia un falso del 1590, il cui redattore ha riportato in brevi fasi i fatti già accaduti nei 400 anni precedenti per dare credibilità alla presunta profezia, inventando poi il resto e attribuendo lo scritto al vescovo Malachia.

 

L’apocalisse scampata… per ora

Molte di queste profezie nascono dunque da falsi o da forzature, dal voler vedere per forza della realtà in brevi frasi o parti di testi e, per fortuna, fino ad ora si è trattato solo di questo, lasciandoci di fatto di fronte al dubbio su quando e se, l’apocalisse si abbatterà su di noi.