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Dallo Zimbabwe arrivano storie particolari che non capita di sentire tutti i giorni. In realtà risultano essere alquanto comuni in quel paese, ma raramente escono i confini nazionali, appunto. Con l’intensificarsi degli eventi però, alcuni di questi hanno raggiunto una certa notorietà a livello globale. Si tratta sostanzialmente di una guerra per l’acqua dovuta a un siccità estrema che spinge gli animali, anche quelli più impensabili, ad attaccare l’uomo a vista.

L’ultima storia in merito riguarda un 45enne attaccato da un bufalo che è stato alquanto fortunato a non subire danni gravi. Solo nel 2019 sono morte 36 persone per attacchi di animali mentre gli attacchi generali sono stati di 311. Nel 2018 i numeri erano rispettivamente 19 e 195, un differenza enorme che sottolinea una siccità sempre più pesante da affrontare.

 

Animali a caccia d’acqua

Questa mancanza di acqua sta spingendo gli animali a uscire dai soliti percorsi, dalle tane, a cerca di quel liquido indispensabile per la vita. Gli animali disperati diventano più intrepidi e si avventurano anche negli insediamenti dell’uomo. Sicuramente l‘attacco di un bufalo risulta strano, ma ci sono stati anche altri protagonisti ben più spaventosi come coccodrilli, iene, leoni e ippopotami.

I danni maggiori, almeno secondo quanto riferito dai ranger di uno dei parchi nazionali, è stata fatto dagli elefanti. Poche settimane fa, per esempio, alcuni esemplari hanno ucciso delle mucche mentre cercavano dell’acqua in un pozzo in mezzo a dei campi. La scarsità d’acqua porta inevitabilmente anche a una riduzione del cibo. Nell’arco di tre mesi sono morti più di 200 elefanti per questo motivo. Sono si gli animali che si stanno dimostrando più aggressivi, ma sono anche quelli che stanno soffrendo di più.