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Apparentemente gli obiettivi del trattato di Parigi sono già saltati e questo per via dell’acquisizione di nuove informazioni. Il piccolo lato positivo è che al momento niente è peggiorato così tanto da farli fallire, dall’altro lato vuol dire invece che andando avanti sarà sempre più peggio di quanto ipotizzato finora. Il punto in cui gira attorno questo errore è l’anidride carbonica come gas serra. È più potente, più potente rispetto a quanto si pensava fino a poco tempo fa.

I nuovi sono il risultato di uno studio condotto da diversi team sparsi per il mondo in parallelo. I nuovi dati vanno a rivedere le proiezioni. Riuscire a rimanere all’intero di aumento di 1,5/2 gradi Celsius risulta adesso praticamente impossibile, sicuramente non con gli attuali sforzi portati avanti dai vari paesi.

 

Gli obiettivi di Parigi: l’anidride carbonica

La domanda a cui è stato difficile rispondere, tanto che si è risposto in modo sbagliato, è a quanto corrisponde in aumento di temperature una certa quantità di CO2 che scherma il pianeta. Un problema difficile pieno di variabili come l’effettivo efficacia di assorbire degli oceani e delle foreste, ma non solo. Anche le nuvole svolgono un ruolo importante.

Finora ci si è basata su una valutazione degli anni ’70 secondo cui una concentrazione di 560 ppm di anidride carbonica nell’atmosfera avrebbe corrisposto ad un aumento di 1,5° C; attualmente siamo a circa 412 ppm. I nuovi modelli vedono un aumento sensibile sia della concentrazione che degli effetti. Si parla di 570 ppm e un range di aumento delle temperature che va dai 3° ai 7° C.

Se già un aumento di pochi gradi potrebbe aver effetti disastrosi, un aumento in media di 7° sarebbe drammatico sotto ogni punto di vista.