eruzione solare

Delle spettacolari immagini catturate dal radiotelescopio ad espansione solare Expanded Owens Valley Solar Array (EOVSA) del New Jersey Institute of Technology (NJIT) mostrano un’esplosione solare, fenomeno mai osservato così dettagliatamente prima. Le immagini mostrano in maniera molto chiara il modo, il momento e il luogo in cui l’esplosione rilascia plasma scatenando un’energia che avvicina le temperature al miliardo di gradi Celsius.

eruzione solare

Grazie ai dati raccolti, i ricercatori possono ora fornire misurazioni dell’intensità del campo magnetico e ne hanno poi tracciato la conversione in altre forme di energia. Questi cambiamenti nel campo magnetico della corona solare durante l’esplosione e durante altri eventi cosmici su larga scala erano stati finora quantificati solo in maniera indiretta. Non era infatti stato possibile effettuare misurazioni precise dei cambiamenti del campo magnetico solare tali da approfondire il rilascio di energia del brillamento solare.

 

Tali fenomeni, ricorrenti nella corona solare, non erano mai stati osservati in maniera così dettagliata

Gregory Fleishman, professore di fisica presso il Center for Solar-Terrestrial Research del NJIT e autore della ricerca, ha dichiarato: “Siamo stati in grado di individuare la posizione del rilascio di energia magnetica nella corona in maniera mai così precisa. Queste sono le prime immagini che ci permettono di osservare la fisica di un brillamento solare“. Questi processi cosmici sono più o meno gli stessi che si verificano su scala molto più grande fuori dal nostro sistema solare, come le esplosioni di raggi gamma.

eruzione solare

Utilizzando 13 antenne, EOVSA scatta foto a centinaia di frequenze diverse in un solo secondo. Questa capacità di scrutare così a fondo in tali fenomeni apre nuove vie per studiare le eruzioni più potenti nel nostro sistema solare, innescate dalla riconnessione delle linee del campo magnetico sulla superficie del Sole e alimentate dall’energia immagazzinata nella corona della stella. Dale Gary, professore di fisica presso il NJIT, ha infine dichiarato: “L’emissione di microonde è l’unico meccanismo sensibile all’ambiente del campo magnetico coronale, quindi le osservazioni di EOVSA sono state la chiave per giungere a tale scoperta“.