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Ogni cosa nello spazio, ogni azione all’apparenza semplice, diventa più complessa da portare a termine. Un esempio pratico? Cuocere un biscotto al forno. A bordo della Stazione Spaziale Internazionale hanno svolto un esperimento particolare, un dolcetto con gocce di cioccolato magistralmente cucinato dal capo missione Luca Parmitano. Qualche comfort potranno pur permetterselo lassù. A cuocere il piccolo biscotto ci hanno messo due ore, praticamente sei volte tanto il tempo che ci vuole sulla Terra.

Sarà buono? Nessuno lo sa. Purtroppo non l’hanno mangiato quindi niente prova finale. Appena è stato cotto è stato spedito a Houston con una capsula di SpaceX. Il biscotto è stato congelato a tenuto da qualche parte al centro della NASA in attesa di chissà cosa. Per quanto possa sembrare strano, si tratta comunque della prima volta che a bordo dell’ISS è stato cucinato qualcosa.

 

Un biscotto particolare a cura di Luca Parmitano

Tra i tanti astronauti presenti sulla Stazione Spaziale Internazionale chi meglio del nostro Luca Parmitano poteva essere il cuoco. È stato lui a condurre l’esperimento culinario usando un prototipo di forno a gravità zero, chiamato banalmente Zero G Oven. Ovviamente chiunque è abituato a usare uno normale forno sa benissimo che non tutti funzionano allo stesso modo e che bisogna prendere la mano.

La prima infornata è andata male. 25 minuti per 150 gradi Celsius non è stato abbastanza. Anche raddoppiando i tempi di cottura non è stato raggiunto un buon risultato. Alla fine Parmitano ha optato per due ore e il risultato sembrerebbe essere stato perfetto. Difficile dirlo visto che non l’hanno mangiato.

Le parole di Parmitano: “Non posso dirvi se è cotto fino in fondo o meno, ma sicuramente non sembra più un impasto per biscotti. Il ricordo di casa, la connessione con essa, penso, non può essere sottostimato. Dalla mia esperienza personale, il cibo è piuttosto importante non solo per l’alimentazione, ma anche per il morale nel mantenere le persone connesse alla loro casa e alla loro Terra.