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Dalla notte del disastro della centrale nucleare di Chernobyl è passato tanto tempo, ma questo non vuol dire che sia tutto a posto. All’interno del sarcofago c’è un accumulo di materiale radioattivo altamente pericoloso. È così pericoloso che risulta impossibile studiarlo, troppo radioattivo persino per i robot, per qualsiasi macchinario. La sostanza si chiama LFCM o anche materiale contenente combustibile simile a lava. Come si fa a ripulirlo se non si riesce a studiarlo?

Per fortuna alcuni ricercatori dell’Università di Sheffield sono riusciti a ricreare un materiale simile. Si tratta di un piccolo lotto che dovrebbe imitare gli LFCM. Con quest’ultimo potranno studiare le caratteristiche termiche e la cinetica della corrosione. Fino a quel poco che sono riusciti a vedere, i risultati simulano quasi alla perfezione il materiale originario.

 

L’eredità di Chernobyl

Le parole della dottoressa Claire Corkhill: “La maggiore difficoltà nel comprendere i materiali reali è che sono troppo pericolosi da gestire e, sebbene l’incidente di Chernobyl sia avvenuto più di 33 anni fa, sappiamo ancora molto poco su questi materiali nucleari davvero unici. Grazie a questa ricerca, ora abbiamo un materiale di fusione simulante di radioattività molto più basso da investigare, il che è sicuro per i nostri collaboratori in Ucraina e Giappone per effettuare ricerche senza la necessità di schermare le radiazioni. In definitiva, ciò contribuirà a far progredire le operazioni di disattivazione a Chernobyl.”

Le conoscenze che i ricercatori riusciranno a tirare fuori da questo materiale non sarà utile soltanto per riuscire a migliorare la situazione a Chernobyl, ma sarà utile anche per Fukushima.