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Nel 2016 l’ESA aveva come missione quella di portare un lander su Marte. Purtroppo la missione non è andata a buon fine per intero. Il lander in questione non ce l’ha fatta e si è schianto sulla superficie del pianeta facendo volere in giro diversi suoi pezzi. Al contrario però, l’orbiter associato si è posizionato in modo corretto e tuttora continua a fornirci dati sul pianeta rosso, si tratta del Trace Gas Orbiter, o anche noto come TGO.

Il lander conosciuto ai più come Schiaparelli, ma che in realtà il suo nome ufficiale è ExoMars Entry, Descent e landing Module o EDM, è stato visto più volte accasciato sul luogo dell’incidente. L’ultima volta è successa del 2019 quando il Mars Reconnaissance Orbiter, MRO, lo ha immortalato con la videocamera HiRISE. Quasi quattro anni dopo lo schianto si può ancora ammirare il luogo dello schianto con tutti i segni del caso.

 

Marte e il lander distrutto

Le immagini mostrano il cratere d’impatto. Il passaggio dell’orbiter sopracitato è avvenuto dopo un periodo di grosse tempeste di sabbia quindi le immagini non sono perfette a causa dell’accumulo di materiale sul sito. I vari punti che si possono vedere distanti al punto d’impatto principale sono i vari pezzi del lander che si sono staccati come il guscio posteriore o il paracadute. I punti luminosi invece sono i pezzi dello scudo termico i quali riflettono la luce.

È interessante notare che come dopo oltre tre anni dallo schianto si posso ancora vedere il luogo con così chiarezza. È un pianeta morto e a parte le tempeste di sabbia non c’è niente che può coprire o far scomparire i resti di quel lander sfortunato.