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Un team di ricercatori è riuscito a mettere a punto una particolare mano robotica che non solo è in grado di afferrare oggetti, ma anche di “sudareper rinfrescarsi qualora dovesse surriscaldarsi. Come spiegato in un articolo pubblicato su Science Robotics, una delle maggiori sfide per i robotici è mantenere bassa la temperatura del sistema, in particolare quando il robot si trova ad operare in ambienti caldi. I dispositivi meccanici infatti non sono mai completamente efficienti e parte della loro energia viene sempre persa sotto forma di calore. Si è reso perciò necessario un sistema di raffreddamento capace di impedirne il surriscaldamento.

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Per i dispositivi rigidi, i sistemi di ventilazione e di dissipazione del calore sono la soluzione ideale, ma non sono adatti per un dispositivo che deve in grado di flettersi in tutte le direzioni, ed è qui che entra in gioco il “sudore”. Quando è calda, la pelle umana secerne sudore, che raffredda il corpo man mano che evapora e il team di scienziati dell’Università di Cornell, dei Facebook Reality Labs e dell’Istituto Italiano di Tecnologia mirava a replicare questo effetto con un robot dalla struttura piùmorbida“, che potesse aiutare il robot a funzionare in modo efficiente più a lungo.

 

Costruito grazie ad una stampante 3D, il robot è ricoperto da uno strato di gel capace di assorbire acqua

Il robot è stato stampato in 3D ed è a base di idrogel, una sostanza non molto diversa dai tessuti viventi e che è in grado di assorbire grandi quantità di acqua. La struttura delle dita è costituita da un gel in grado di espandersi se sottoposto a temperature superiori ai 30 gradi, con uno strato di “pelle” su un lato che si restringe a temperature superiori a 40. Funzionando all’unisono, queste proprietà sono in grado di far flettere le dita così che il robot possa manipolare oggetti ed adattarsi alla loro temperatura.

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La superficie della “pelle” dell’intera mano presenta pori che si dilatano ad alte temperature così da espellere il liquido in pressione. È interessante notare che le dita sarebbero persino in grado di cambiare la temperatura degli oggetti che manipolano: dopo aver recuperato una lattina da un recipiente pieno di acqua calda, la reazione di sudorazione ha fatto raffreddare il metallo dell’oggetto molto velocemente. In futuro, questo sistema potrebbe essere utilizzato per consentire ai robot di “autolubrificarsi” per movimenti più fluidi.