Lo squalo bianco, il re degli oceani, popola da sempre il nostro Mediterraneo, ma negli ultimi anni ha subito un forte declino nel numero degli esemplari, tanto da far temere che possa sparire per sempre dalle nostre acque.

Dalla seconda metà del Novecento ad oggi infatti ha subito un lento e costante declino, che ha portato ad una riduzione del 52% di questa specie nel Mar Mediterraneo. Questi dati sono stati ricavati da uno studio interdisciplinare unico nel suo genere, è infatti la prima volta che che ci si concentra sulla distribuzione e la presenza dello squalo bianco nel nostro mare.

 

Lo studio sulla presenza dello squalo bianco nel Mediterraneo

Lo studio coinvolge numerosi atenei tra Italia e Stati Uniti. Si tratta infatti di una collaborazione tra alcuni istituti italiani (la Sapienza, la Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e l’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine (Irbim-Cnr)), con le statunitensi Stanford University e Virginia Tech University.

Dai dati raccolti grazie a questa ricerca, pubblicati sulla rivista Fish and Fisheries, è emerso il considerevole calo della presenza di squali bianchi nel Mediterraneo. Un calo talmente consistente da aver spinto la International Union for the Conservation of Nature (IUCN), ad inserire lo squalo bianco tra le specie in pericolo nel Mediterraneo.

La ricerca italo-americana si è concentrata sulla raccolta di dati riguardanti la presenza dello squalo bianco nel Mediterraneo negli ultimi 160 anni. I dati sono stati raccolti attraverso la consultazione di database istituzionali e dalla letteratura scientifica e divulgativa sull’argomento. A questi dati sono stati integrati quelli raccolti con avvistamenti effettuati di recente.

 

Il calo della popolazione di squali e le sue possibili cause

Tutti i dati raccolti sono serviti per tracciare un grafico della presenza di questa specie nel nostro bacino. Il grafico ha mostrato un iniziale incremento degli squali bianchi, seguito poi da un rapido declino iniziato, come detto, dalla seconda metà del ‘900.

I ricercatori hanno affermato che, secondo quanto emerge dai dati, il declino della presenza dello squalo bianco non è stata uniforme e costante. Nel Mediterraneo centrale il calo si è infatti attestato attorno al 52%, mentre nel mar di Marmara è arrivato sino al 96% in meno di presenza. Inoltra sembra anche che la riduzione nel numero di individui sia associata ad una diminuzione dei territori occupati dallo squalo bianco, una condizione che spesso significa che le popolazioni sono a rischio.

Preso atto di quanto sta accadendo allo squalo bianco nel Mediterraneo, i ricercatori devono ora darsi da fare per trovare quelle che sono le cause della quasi scomparsa di questo maestoso animale da questa area.

Secondo alcuni una delle probabili cause potrebbe avere a che fare con i rapporti tra preda e predatore, la colpa dunque della diminuzione dello squalo bianco nel Mediterraneo potrebbe essere correlata alla diminuzione del tonno rosso, una delle sue prede naturali.