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Finora quando si parla di microplastica la si collega sempre e solo agli oceani e in generale al ciclo dell’acqua. La plastica che di disgrega nel mare finisce per intossicare i pesci oltre che a evaporare finendo poi per piovere in varie parti del mondo. In ogni caso, gli studi si sono concentrati su questo aspetto per anni, ma qualcuno ha voluto sperimentare queste particelle anche nel terreno. Il risultato non è ovviamente buono.

Lo studio è stato molto semplice ed è stato condotto dai ricercatori della Wageningen University & Research. Sono stati presi dei vassoi in cui è stata messa della terra. Nel gruppo di controllo niente microplastica, nel gruppo sperimentale si. In quest’ultimi sono state messe concentrazioni variabili, in ordine 0,005, 0,05 e 5%. Sono stati fatti poi passare mesi e nel tempo si è osservata la popolazione degli organismi interessati, i vermi Naididae.

Microplastica e suolo

Nel giro di 15 mesi la popolazione di vermi è cresciuta di 70 volte e 13 nei casi dove non era presenta la microplastica. Nei vassoi con alte concentrazioni si è visto un aumento di 2. Non è chiaro perché di questa differenza, ma ci sono delle teorie.

Apparentemente una composizione del terreno sposta le sostanze nutritive fondamentali per la sopravvivenza degli organismi presenti sia nel suolo, ma anche nell’acqua sovrastante. Detto questo, le popolazioni della sopracitate specie di vermi non cresce con la presenza di microplastica. Come nel caso dei pesci, l’ingerimento delle particelle sembra impedire ai vermi di riprodursi. Il problema è che quest’ultimi dovrebbero mantenere l’acqua pulita e abitabile.