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I Cherokee, la più grande tribù indiana riconosciuta a livello federale negli Stati Uniti, sono appena entrati a far parte attivamente del progetto legato al Global Seed Vault delle Svalbard. Hanno dotato 9 antiche specie di semi considerate un cimelio della tribù.

Risalgono ad ancora prima che gli europei arrivassero nel continente per colonizzarlo. Fanno parte della storia e adesso faranno parte del futuro, anche se si spera che non serviranno, che non ci sarà il bisogno di affidarsi al Doomsday Vault. Questo soprannome è dovuto all’utilità di tale bunker per i semi.

Il suo scopo è conversare i semi per il momento in cui la Terra avrà bisogno di quest’ultimi a seguito di eventi distruttivi, non importa se si tratta di guerre o del cambiamento climatico. Sono conservati semi di innumerevoli specie eppure continuano ad aumentare. La capienza massima è di 2,5 miliardi di semi.

 

I semi cimelio dei Cherokee

Cosa hanno donato i Cherokee? Il seme più importante è sicuramente il White Eagle Corn, un mais considerato sacro dalla tribù. Non è l’unica tipologia di mais. Ci sono anche diversi fagioli come il Long Greasy Beans, il Trail of Tears Beans e i Turkey Gizzard Black e Brown Beans. Un altro seme è il Candy Roaster Squash.

Le parole di un portavoce della comunità in questione: “Come Cherokee, una delle nostre convinzioni o principi è che, fintanto che abbiamo le nostre piante Cherokee, i Cherokee continueranno a esistere. Per me, questo conferisce un po’ di infinito o perpetuità a quella convinzione. Non possiamo essere Cherokee senza le nostre piante.”