pioggia

Un team di ingegneri ha compreso in che modo è possibile utilizzare la pioggia e usarla per generare un potente lampo di elettricità. I ricercatori della City University di Hong Kong hanno lavorato per anni al dispositivo, che hanno denominato “generatore di elettricità a base di pioggia” (in lingua inglese DEG) e affermano che una singola goccia di pioggia sia in potenzialmente in grado di generare un’energia pari a 140 volt, seppur per un brevissimo istante.

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I risultati di questo studio sono stati ritenuti sufficienti dai ricercatori per mettere a punto un generatore che fosse in grado di alimentare per poco tempo 100 piccole lampadine e, sebbene il meccanismo non sia ancora molto pratico per l’uso quotidiano, costituisce sicuramente un passo avanti molto promettente verso una nuova forma di elettricità rinnovabile, mai abbastanza in un periodo storico in cui la domanda di combustibili fossili sta progressivamente tendendo a superare l’offerta.

 

Il sistema non è ancora ritenuto affidabile per un applicazione domestica, ma forse si potrebbero creare fonti temporanee di energia che sfruttano la pioggia

Il DEG utilizza una “struttura a transistor ad effetto di campo“, riferiscono i ricercatori, che può trasformare le precipitazioni in brevi esplosioni cariche di energia. Il materiale di cui è composto il dispositivo contiene una carica elettrica quasi permanente e la pioggia è semplicemente ciò che innesca il flusso di energia, come riportano i documenti di una ricerca pubblicata la scorsa settimana sulla rivista Nature.

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Tuttavia, il vero passo avanti sarà trovare un modo per trasformare questa tecnologia in qualcosa che potrebbe essere applicabile nelle case delle persone e, per ora, essa non è ritenuta abbastanza affidabile per fornire una fornitura continua di energia, dal momento che il meccanismo deve caricarsi prima che possa rilasciare un altro scoppio di energia. Nel frattempo, la curiosa scoperta potrebbe fungere da punto di partenza per la realizzazione di piccole fonti di energia temporanea, contenute ad esempio in bottiglie d’acqua. È proprio il caso di dirlo: quanto pensiamo che nulla possa più sorprenderci, sono scoperte del genere a darci fiducia nell’ingegno umano.